Torino, rifugiati faranno gli spazzini gratis. Ma non è sfruttamento?

08 marzo 2016 ore 17:55, Adriano Scianca
Torino, rifugiati faranno gli spazzini gratis. Ma non è sfruttamento?
La cosiddetta “accoglienza” è un sentiero pieno di contraddizioni. Se il fatto di catapultare nelle nostre città tanti giovani in età da lavoro che stanno tutto il giorno senza fare nulla (nel migliore dei casi) crea spesso lamentele e disagi nell'opinione pubblica “autoctona”, d'altra parte quando si cerca di ovviare a questo fatto facendo lavorare gli immigrati... a gratis, forse c'è qualcosa che non va nel senso opposto. Accade a Torino, dove, grazie a un protocollo d'intesa proposto dal vicesindaco Tisi, insieme con gli assessori  Passoni, Lavolta e Tedesco, tra Comune e Amiat, si offre l’opportunità a profughi e rifugiati di svolgere lavori di pubblica utilità gratuitamente, consentendo loro in questo modo di restituire in parte alla comunità cittadina quanto ricevuto attraverso i progetti di accoglienza. Le attività dei migranti, svolte a titolo volontario e gratuito, saranno organizzate in moduli di dodici settimane ciascuno, coinvolgendo, per ogni modulo, venti persone con un impegno, per ognuna di loro, di 6 ore ogni sabato mattina. Saranno organizzati in squadre miste costituire da migranti e dipendenti dell’azienda raccolti rifiuti e opereranno in strade e piccoli spazi verdi di tutte le circoscrizioni cittadine. 

Ma, a questo punto, delle due l'una: o tutte le chiacchiere sentite finora sul fatto che l'accoglienza fosse dovuta e doverosa, un atto di solidarietà non aggirabile, sono vere, e allora pretendere che qualcuno “ripaghi” la solidarietà è meschino; oppure i servizi erogati ai profughi vanno effettivamente ripagati da loro stessi, e allora tutti gli altri migliaia di casi in cui ciò non avviene configura una gigantesca morosità di massa. C'è poi un principio che dovrebbe valere per tutti, italiani o immigrati che siano: il lavoro va retribuito. Si può infiocchettare come si vuole la proposta, ma avere decine di persone che puliscono le strade senza essere pagate è schiavismo. Insomma, non se ne esce, ogni soluzione ha aspetto negativi inaggirabili. Forse prima di far entrare migliaia di persone senza sapere cosa farne bisognava pensarci.
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