Il cardinale Poletto spegne il ‘sacro fuoco’ del politically correct sul Papa

08 novembre 2013 ore 11:59, Americo Mascarucci
Il cardinale Poletto spegne il ‘sacro fuoco’ del politically correct sul Papa
“Papa Francesco è stato sostanzialmente frainteso come se avesse annunciato chissà quali immediate aperture; in realtà per le famiglie ferite ha chiesto accoglienza e misericordia nella verità. E per chi lo vuole c’è la comunione spirituale. Per cui non ha fatto nessuno strappo. E novità sul piano dei sacramenti non ci saranno. La novità è nei suoi gesti, nel suo modo semplice e popolare di parlare. Piace inoltre il suo modo semplice di vestire, la sua voglia di contatto con la gente”.
Il cardinale Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino, intervistato da Repubblica ha gelato gli entusiasmi di quanti si attendono rivoluzioni epocali in seno alla Chiesa Cattolica. Poletto è stato intervistato insieme ad altri vescovi di varie diocesi italiane, ma il suo punto di vista è stato presentato come di “parte conservatrice”. Da parte di tutti i vescovi contattati è emerso un atteggiamento di forte prudenza verso le recenti aperture di Francesco, ma tutti, in un modo o nell’altro, sembrano concordare su un punto fondamentale: “Mostrarsi aperti, accoglienti e misericordiosi verso i divorziati risposati, i gay, le coppie di fatto, non comporta automaticamente un rinnovamento dottrinale”. Il cardinale Poletto sembra muoversi in perfetta linea di continuità con il pontificato di Benedetto XVI. Anche Ratzinger aveva più volte ribadito la differenza fra “comunione sacramentale” e “comunione spirituale”. I fedeli che avendo infranto un sacramento non possono ricevere l’Eucaristia non sono fuori della Chiesa ma possono restare in perfetta comunione spirituale con essa. La Chiesa è inclusiva, mai esclusiva, accoglie e non respinge, ma il dono della misericordia, del perdono e dell’accoglienza non può infrangere le regole dottrinali che, come affermava Ratzinger, sono diretta emanazione degli insegnamenti di Gesù Cristo tramandati dagli apostoli. Alla Chiesa, ricordava ancora papa Benedetto, non è concesso di cambiare ciò che Gesù ha dettato. Poletto che conosce perfettamente quella Chiesa che ha servito fedelmente per tutta la vita, è consapevole di come nessun pontefice possa spingersi oltre la “verità”, quella verità rivelata da Cristo e che da secoli forma la dottrina. Ci potranno essere novità, cambiamenti, innovazioni come avvenuto con il Concilio Vaticano II, ma senza mai oltrepassare quel limite invalicabile rappresentato dal rispetto e dalla fedeltà alla verità rivelata. Il fatto che Francesco abbia voluto convocare un apposito sinodo sulla famiglia, per discutere e ricercare delle possibili soluzioni in grado di dare risposte alle richieste provenienti dall’interno e dall’esterno della Chiesa, sta a dimostrare la piena consapevolezza di non poter assumere da solo il peso di certe responsabilità.
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