Riforma della giustizia. La proposta dei carcerati: ecco i punti

08 novembre 2013 ore 16:46, intelligo
Riforma della giustizia. La proposta dei carcerati: ecco i punti
Più giustizia nelle spese di giustizia. Ecco lo slogan della spending review che viene proposta dai detenuti di Regina Coeli. Approfittando infatti dell’apertura dei cancelli per il convegno annuale del Seac, dalle celle è arrivata la richiesta di chi il carcere lo conosce meglio di chiunque altro. E la civetta era lì, pronta ad ascoltare chi spesso non ha voce, ma che in questo momento si trova sotto i riflettori dell'opinione pubblica. La premessa è: W la spending review. Per la società esterna potrebbe suonare come una follia, ma per i detenuti di Regina Coeli, invece, un sano taglio della spesa porterebbe anche meno sovraffollamento e più reinserimento. Ecco come. Primo: stop ai braccialetti elettronici “da alta gioielleria”. Sebbene infatti questi sofisticati mezzi per il controllo degli arresti domiciliari siano costati oltre 100 milioni di euro, i casi reali di applicazione sono poco più di dieci. Insomma, massima spesa per il minimo risultato. Secondo: più controlli sul sostegno gratuito per la difesa giudiziaria dei più poveri. Sia chiaro, i detenuti di Regina Coeli pensano che questo sia un valido strumento di equità verso chi non può permettersi un avvocato, ma a patto che si elimini la ‘logica del tassametro’. Gli avvocati, infatti, tenderebbero a prolungare i processi fino all’estremo grado di giudizio così da aumentare la proprie prestazioni e, di conseguenza, la parcella che gli dovrà pagare lo Stato. Eliminando questo pericolo, non solo si risparmierebbe una bella porzione di denaro pubblico, non solo si limiterebbe l’ingolfamento dei tribunali, ma si aumenterebbe anche la possibilità di liberazione anticipata. Per beneficiare della liberazione anticipata, spiegano infatti i detenuti, è necessario che l’imputato sia già detenuto nel momento della sentenza definitiva, quindi con il prolungarsi dei processi capita di essere scarcerati poco prima e quindi di perdere per un soffio questa possibilità. Terzo: più lavoro ai detenuti e meno alle ditte esterne. Così non solo si spenderebbe meno, ma si darebbe ai detenuti la possibilità di fare, specializzarsi e facilitare il reinserimento una volta fuori le mura. Chi di dovere li ascolterà?
autore / intelligo
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