Le parole della settimana: da Halloween ai cristiani al rogo

08 novembre 2014 ore 9:48, Paolo Pivetti
La settimana incomincia lasciandosi alle spalle la festa neopagana di Halloween, festa, dicono, di origine celtica, che ormai ha spazzato via la solennità cristiana di Ognissanti. Zucche e lumini a volontà, scherzetti, dolcetti e tanta, tanta concessione al gusto anglosassone per il macabro, gli scheletri, i mostri e l’horror da pasticceria. Una bella spallata, con l’aiuto di Hollywood, alla memoria religiosa dei santi e dei morti, in un mondo che fino a qualche anno fa si presumeva cattolico. D’altra parte, cos’ha saputo fare, il mondo cattolico, per offrire alla cultura popolare un contraltare a Jack-o’-lantern, la zucca di Halloween? Che c’è d’altro tra le parole della settimana, per tirarci su?
Le parole della settimana: da Halloween ai cristiani al rogo
C’è che Obama, nel vano tentativo di recuperare voti ed evitare una catastrofica sconfitta alle elezioni di mid term,
si è fatto per qualche giorno paladino delle donne americane e dei loro sacrosanti diritti. Nonostante il tentativo in extremis e la sua riconosciuta avvenenza, ha perso sonoramente sia la Camera che il Senato: un risultato straordinario che cambierà il futuro degli Stati Uniti e di riflesso anche il nostro. Obama è un pugile “al tappeto”. Il dì seguente la nostra Grande Informazione commenta: “Obama tende la mano ai nemici. Il Presidente si dice ansioso di collaborare con il nuovo Congresso.” Sembra che stiano parlando del vincitore: che abbiano letto i risultati al contrario? E poi c’è anche che questa settimana cade un anniversario: il decimo anniversario dello sgozzamento di Theo van Gogh, il regista olandese reo di aver realizzato un documentario, “Submission”, su come sono trattate le donne nelle società islamiche. Per nostra consolazione il sindaco di Amsterdam dichiara che a dieci anni dall’assassinio “la città è più armoniosa e pacifica...” Anche il New York Times conferma che artisti, intellettuali, opinionisti olandesi non amano parlare dell’omicidio Van Gogh “per non creare divisioni”. Niente meglio di queste ipocrisie politically correct potrebbe rendere il senso del baratro di paura in cui è piombata l’Olanda, e con essa l’Europa di cui anche noi facciamo parte. Ma la nostra testa, da bravi struzzi, la teniamo ben affondata sotto la sabbia. E questo ci permette di mantenerci “armoniosi e pacifici” come piace al sindaco di Amsterdam: nemmeno ci accorgiamo per esempio, che in Pakistan sono già arrivati a bruciar vivi i cristiani per un’accusa non provata di “blasfemia”: la notiziola è relegata a pagina 11. Forse è per questo che in Vaticano non se ne sono accorti...
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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