Skype, hacker colgono rumore dei tasti: le tastiere per la privacy

08 novembre 2016 ore 15:20, Adriano Scianca
Tenete alla vostra privacy? Allora potete usare tranquillamente Skype, tenendo però a mente un'avvertenza: non digitate le vostre password mentre state facendo una videochiamata. Un team di ricerca internazionale che ha visto coinvolte le Università di Padova, la Sapienza di Roma e l’Università Irvine della California ha infatti scoperto che dai rumori della tastiera su cui si digitano i propri dati personali è possibile risalire alle lettere che sono state digitate. I tasti delle tastiere emettono infatti suoni differenti, che permettono di capire quale pulsante sia stato premuto da un utente. 

Skype, hacker colgono rumore dei tasti: le tastiere per la privacy

L’idea è nata per caso: durante una chiamata Skype di gruppo, tra l’Italia e gli Stati Uniti, il rumore di fondo proveniente dalle tastiere ha solleticato la fantasia dei ricercatori, che si sono chiesti se fosse possibile capire ciò che alcuni di loro, dall'altro capo della rete, stavano scrivendo. Da qui l'idea di approfondire la curiosità su un piano scientifico. Già in passato erano state fatte ricerche simili, ma si riteneva che per capirne qualcosa occorresse conoscere lo stile di digitazione dell'utente che stava scrivendo. Ora sappiamo che non è così. Sentendo, anche tramite Skype (o un altro software VoIP, i più comuni sono Google Hangouts, Viber, ooVoo, Evaphone, PoivY), i rumori delle tastiere, gli studiosi hanno scoperto che le probabilità di individuare una password, un indirizzo email o un codice digitato al pc sono risultate variabili tra il 42 e il 92 per cento, a seconda di quanto si conosce lo stile del dattilografo e la tastiera utilizzata. 

“La capacità di attaccare vittime potenzialmente sconosciute invita a non digitare informazioni sensibili durante l’utilizzo di questi software - chiosa Mauro Conti, membro del gruppo di ricerca -. Il nostro studio si è limitato a osservare cosa accade utilizzando le tastiere da pc, ma il consiglio di utilizzare tastiere olografiche o superfici touch-screen è sicuramente valido, se l’obiettivo è quello di proteggere dati sensibili”. 
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