Diretta Tv elezioni USA 2016: exit poll in tempo reale

08 novembre 2016 ore 17:23, Luca Lippi
Anche i meno dediti a seguire le vicende politiche in generale, figurarsi quelle di politica internazionale, quando si tratta dell’elezione del presidente degli Stati Uniti non si tira indietro.
Presto tutto il mondo conoscerà il nome del nuovo Presidente degli Stati Uniti. L’attesa per scoprire il vincitore tra Hillary Clinton e Donald Trump è molto alta e per questo le elezioni americane saranno seguite in diretta da ogni parte del mondo. In particolare ‘queste elezioni’ sono particolarmente importanti perché chiunque vincerà, infuocherà la politica statunitense, e a domino tutta la politica internazionale.
In sostanza che vinca Trump o che vinca Clinton, ci vorranno almeno sei mesi prima che si configuri uno straccio di linea politica e di stabilità, al momento, i stracci volano e basta!
Quindi è interessante seguire le elezioni Usa, e vi diamo la possibilità di scegliere come e dove seguire gli exit poll in tempo reale.

Ampia scelta in Tv e oltre 
Tanta scelta in Tv a cominciare da stasera dove le Tv se le daranno di santa ragione per strappare il primato di ascolti e di tempi nella proclamazione del vincitore.
Su Rai Uno “Porta a Porta” a partire dalle 23:30, con l’andamento live dello spoglio. Il  programma è visibile anche in streaming sul sito ufficiale di Raiplay.it.
Bruno Vespa andrà avanti sino alle 6:00 di mercoledì 9 novembre, quando il 45° Presidente degli Stati Uniti dovrebbe fare il primo discorso alla nazione. 
Su Rai Tre, il programma TV Linea Notte in onda alle 24:00 offre in diretta le previsioni sulle elezioni USA 2016.
Su Canale 5 alle 23:30 partirà la diretta TV con Matrix. In questo caso però lo spoglio sarà seguito fino alle 2:30, mentre successivamente la palla passerà alla redazione di TgCom 24 che accompagna lo spettatore fino alla proclamazione del nuovo Presidente. 
Per l’occasione, TgCom 24 sarà trasmesso su Canale 5. Anche i programmi Mediaset sulle elezioni USA saranno trasmessi in streaming sul sito ufficiale.
Mentana e il suo TgLa7 seguiranno in diretta le elezioni USA, tenendoci aggiornati in tempo reale sugli exit poll, a partire dalla mezzanotte.
Gli abbonati a Sky potranno restare aggiornati grazie al live di SkyTg24. Sempre su Sky, è possibile sontonizzarsi sui canali 523 (Fox News) e 507 (CNBC) per tutti gli aggiornamenti in tempo reale direttamente dagli Stati Uniti. 
Gli abbonati potranno seguire in streaming gli aggiornamenti con le elezioni americane grazie al servizio Sky Go.

Diretta Tv elezioni USA 2016: exit poll in tempo reale

Detto questo è interessante sapere come  si vota in Usa
Ad eleggere il presidente degli Stati Uniti, non saranno i cittadini bensì i cosiddetti “Grandi Elettori”.
Cosa sono i Grandi Elettori?  Il sistema elettorale americano ha una struttura molto complessa, dovuta in parte dalla forma federale dello Stato.
Saranno i Grandi Elettori ad eleggere il 45esimo presidente degli Stati Uniti. Questo non significa che i cittadini americani non votano, anzi il loro voto sarà determinante per l’elezione di uno fra Trump e Hillary.
Tuttavia la struttura del sistema elettorale degli Stati Uniti non garantisce al candidato che su scala nazionale ha ottenuto la maggioranza di voti di essere eletto alla Casa Bianca. 
Per essere più chiari, oggi possono votare per eleggere il nuovo Presidente USA tutti i cittadini americani che hanno compiuto 18 anni e sono iscritti alle liste elettorali, però, essendo quello americano un sistema elettorale indiretto, i cittadini non eleggono il Presidente, bensì i 538 Grandi Elettori riuniti a Washington.
Per ogni Stato vengono eletti un numero di Grandi Elettori pari alla somma dei deputati e dei senatori che rappresentano quello Stato nel Congresso. Per questo motivo gli Stati più popolosi, California o Texas, avranno un peso maggiore nella scelta del nuovo Presidente degli Stati Uniti, in quanto hanno un numero più alto di Grandi Elettori.
Per ogni Stato vige il sistema maggioritario secco; quindi il candidato che otterrà la maggioranza dei voti si aggiudicherà tutti i grandi elettori di uno Stato, anche se la percentuale di scarto dei voti è minima (è sufficiente un solo voto in più). Insomma, vale la regola del “winnertakes all”, ovvero del “chi vince prende tutto”. L’unica eccezione è rappresentata dal Maine e del Nebraska, suddivisi in collegi elettorali con sistema proporzionale.
Quanti voti servono per essere eletti?
Quando i grandi elettori saranno chiamati per eleggere il presidente opteranno per il candidato a cui sono associati (se repubblicani Trump, se democratici Hillary).
Quindi il nuovo Presidente degli Stati Uniti sarà colui che riuscirà a far eleggere almeno 270 Grandi Elettori. È per questo motivo che nel 2000 George W. Bush è stato eletto presidente degli Stati Uniti nonostante abbia ottenuto mezzo milione di voti in meno rispetto al rivale Al Gore. 
I voti del candidato repubblicano, infatti, erano distribuiti in maniera più omogenea nei vari Stati quindi riuscì ad ottenere un numero più alto di Grandi Elettori rispetto al democratico.
Qualora nessun candidato riuscisse a raggiungere il quorum necessario per essere eletto, sarà la Camera dei Rappresentanti a prendere una decisione, scegliendo tra i primi tre candidati che hanno raggiunto il maggior numero di voti. Non dovrebbe essere il caso delle elezioni USA 2016, dove uno tra Trump e Hillary dovrebbe riuscire ad ottenere la maggior parte dei Grandi Elettori.
Quando votano i Grandi Elettori?
I Grandi Elettori scelti dai cittadini oggi, martedì 8 novembre, si riuniranno il lunedì successivo al secondo mercoledì di dicembre, ovvero lunedì 19 dicembre. In questa occasione ci sarà il voto formale dei 538 Grandi Elettori scelti con voto popolare che decreterà ufficialmente il 45° Presidente degli Stati Uniti.
Come detto gli Stati più popolosi sono rappresentati da un numero più alto di Grandi Elettori. Per Trump e Hillary, quindi, sarà molto importante vincere il California (55), Texas (38) e New York (29). Anche Ohio (18), Pennsylvania (20), e Florida (29) sono degli Stati che avranno un ruolo determinante nell’elezione del Presidente.
Come analizzato da Repubblica.it solitamente gli Stati “democratici” sono quelli che si trovano sulle fasce costiere, mentre l’area Repubblicana presidia il profondo Sud e i petro-Stati, dove domina il business delle energie fossili. Alcuni Stati del Sud però, anche grazie ai flussi migratori, sono diventati contendibili per i democratici visto che negli ultimi anni c’è stato un aumento della componente ispanica.
Ecco una lista dei Grandi Elettori che al momento sembrano sicuri per Trump e per Hillary:
-Trump, 16 stati sicuri e 115 grandi elettori: Wyoming, West Virginia, Oklahoma, Idaho, Arkansas, Alabama, Louisiana, Kentucky, Tennessee, South Dakota e North Dakota, Montana, Mississippi, Kansas, Indiana, Alaska.
-Clinton, 15 Stati sicuri e 192 Grandi Elettori: Vermont, Maryland, Hawaii, Massachusetts, California, New York, Rhode Island, Illinois, Delaware, Connecticut, Washington, New Jersey, Oregon, New Mexico e il District of Columbia.
Insomma, al momento nessuno dei candidati è sicuro di avere il numero sufficiente di Grandi Elettori per essere eletto. Hillary al momento è in vantaggio, ma per la sua elezione saranno decisivi gli Stati dove al momento l’elettorato è ancora incerto, come New York, Ohio e soprattutto Florida, dove Trump è avanti nei sondaggi.

Diretta Tv elezioni USA 2016: exit poll in tempo reale

A proposito di sondaggi
Attenzione ai sondaggi Usa: negli ultimi mesi sono state numerose le polemiche attorno i sondaggi sulle presidenziali degli Stati Uniti e la loro validità. I media statunitensi e i sondaggi politici per queste Elezioni USA 2016 si sono dimostrati assai poco imparziali, favorendo spesso la candidata democratica Hillary Clinton.
Riportiamo dunque i dati del sondaggio IBD/TIPP, tra i sondaggi più accurati nelle ultime elezioni presidenziali USA.
Secondo i loro ultimi sondaggi sulle Elezioni USA, Donald Trump è in vantaggio di due punti percentuali sulla Clinton, nonostante l’FBI abbia ritirato le accuse contro la democratica per il coinvolgimento nello scandalo e-mail.
I mercati sono in rialzo pensano che vinca Hillary Clinton, ma la verità è che Trump può ancora vincere e diventare il nuovo presidente degli Stati Uniti.
Nei sondaggi elezioni USA di Investors’ Business Daily (IBD) Donald Trump è in vantaggio di due punti percentuali al 43% contro il 41% a favore della Clinton.
I sondaggi sulle elezioni USA 2016 di IBD profilano il pubblico nel modo più fedele possibile alle componenti della popolazione americana, tanto da dare dei dati molto verosimili a quel che sarà il risultato delle Elezioni.
Molti sondaggi manipolati sulle elezioni USA, a seguito della lettera pubblicata dal direttore dell’FBI James Comey in cui vengono rimosse le accuse contro la Clinton per lo scandalo email, hanno iniziato ad osannare la democratica come vincitrice delle elezioni, segnalando una super rimonta nei sondaggi. 
Ma così non può essere: che validità possono avere dei sondaggi sulle elezioni USA effettuati a pochissime ore dalla pubblicazione della lettera dell’FBI? In che modo le agenzie avrebbero potuto davvero intervistare un congruo numero di americani chiedendogli le proprie intenzioni di voto?
Tra i gruppi demografici, Trump detiene un forte vantaggio tra gli uomini, ottenendo una preferenza del 47% contro quella per Hillary al 38% - una differenza di 9 punti percentuali. Il repubblicano conquista terreno anche nelle intenzioni di voto delle donne, passando da un deficit di due cifre a soli 3 punti di scarto nell’ultimo sondaggio - il 43% per Clinton e il 40% per Trump.
Nei sondaggi Trump rimanere il preferito tra tutti coloro che guadagnano più di 50.000 dollari l’anno. Il candidato repubblicano gode di un forte vantaggio tra i diplomati delle scuole superiori e chi ha frequentato qualche tempo di college, ma perde contro Hillary sulle preferenze di chi ha una laurea o oltre.
Ma il sondaggio IBD non è l’unico a mostrare Trump in vantaggio.
Anche il LA Times segnala il repubblicano in testa, di ben 5 punti percentuali.
Una notazione senza alcun sostegno ideologico, ma comunque pertinente, c’è chi crede che il ritiro delle accuse contro la Clinton da parte dell’FBI possa effettivamente giocare a favore di Trump.
Gli americani, così legati alla giustizia e alla lotta alla corruzione, potrebbero vedere l’atto di Comey come l’ennesima manipolazione delle lobby sul destino degli Stati Uniti. E allora Donald Trump può ancora vincere, oppure no.
Un motivo in più per rimanere attaccati alla Tv
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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