Genova, in piazza per la movida (e contro Doria): "Liberiamo la città" - VIDEO

08 novembre 2016 ore 20:54, Americo Mascarucci
Migliaia di firme e centinaia di persone in marcia a Genova verso Palazzo Tursi per chiedere al sindaco Marco Doria di revocare l’ordinanza cosiddetta "anti movida". 
Hanno sfilato da piazza De Ferrari a Palazzo Tursi i manifestanti che hanno aderito all’iniziativa lanciata da Ascom, Confesercenti e Arci Esercenti e titolari dei locali notturni che si sono raccolti in piazza De Ferrari dietro uno striscione con la scritta "Nessuno spenga il centro storico".
I commercianti hanno raccolto oltre 4 mila firme contro l'ordinanza anti-movida. 
"Doria ci devi ascoltare, del centro storico ti devi occupare" è stato lo slogan che ha accompagnato la marcia della manifestazione. 
In piazza anche i candidati sindaco Stefano Ballear (Pdl), Simone Regazzoni (Pd), i consiglieri comunali Alessio Piana (Lega) e Cristina Lodi (Pd). 
L'ordinanza anti-movida limita gli orari d'apertura notturna dei locali del centro storico e la somministrazione di bevande alcoliche. 
"Da quando il sindaco ha emanato l’ordinanza, a maggio, non ci ha ancora ricevuto, mentre lo ha fatto con chi caldeggiava l’ordinanza"- denuncia Marina Porotto, vicepresidente dell’Associazione Bar Fepag "Vogliamo farci ascoltare da Doria, e dimostrare con la raccolta firme che i cittadini non sono tutti dalla sua parte; esistono altre persone che vogliono salvare il centro storico aprendo un dialogo".

Le assoiazioni chiedono al sindaco di Genova "che si attivi per la sicurezza di tutti, che vengano istituiti presidi permanenti di forze dell’ordine, che venga modificata l’ordinanza anti-movida in modo da tutelare le attività virtuose, che venga istituito l’Osservatorio come previsto dal Regolamento di polizia annonaria per la convivenza tra le funzioni residenziali e commerciali e le attività di svago e che il Comune si adoperi immediatamente al fine di reperire le risorse per vivibilità e fruibilità, riqualificazione, presidio ed illuminazione". 
Da Doria sarebberio arrivate delle timide aperture.
"Le ordinanze non sono le tavole della legge e quindi possono essere modificate" ha detto alla delegazione dei manifestanti ricevuta in Comune dicendosi pronto a valutare eventuali modifiche all'ordinanza che possano andare incontro alle richieste degli esercenti. 


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