Caro Santoro, ricordi quando mi votasti? Firmato Ciccardini: ecco la lettera

08 ottobre 2013 ore 15:09, intelligo
Caro Santoro, ricordi quando mi votasti? Firmato Ciccardini: ecco la lettera
I mille volti delle politica e il voto che non ti aspetti. Per esempio quello di Michele Santoro (lo ha confessato) che alle urne votò uno degli ossi duri della Dc, il “gollista” e “dossettiano” Bartolo Ciccardini. Un fatto che oggi, lo stesso Ciccardini, ha raccontato in questa  lettera aperta, diretta proprio al conduttore di “Servizio Pubblico”:
"Caro Santoro,

mi hanno riferito che hai confessato pubblicamente di avermi votato. In fondo mi ha fatto piacere che tu te ne ricordassi, anche se ho notato un certo tuo imbarazzo, che cercherò, poiché sono un buono, di mitigare.

La mia candidatura non piacque alla ala estrema dello schieramento progressista. La Rossana Rossanda la accolse proclamando: "Dobbiamo votare "persino" Ciccardini".

La mia storia politica non era poi così abominevole. Ero stato dossettiano, ero stato eletto in Parlamento con l’impronta delle Acli, ho fatto la battaglia per il centro-sinistra, ed ero avversato perchè considerato da molti moderati troppo di sinistra. Coerentemente mi sono battuto per quello che consideravo un completamento della democrazia, bloccata allora da un sistema asfissiante di partiti. È mia la lunga battaglia per l’elezione diretta del sindaco, per le primarie (che per primo Dossetti sperimentò a Bologna) e fui promotore con Mario Segni e Marco Pannella dei referendum per un maggiore peso della società civile nelle scelte politiche. In questo quadro ho sostenuto la legge elettorale con il collegio uninominale a doppio turno, che bene ha funzionato in Francia, in una situazione politica difficile come la nostra.

Ma ahimè ho sostenuto anche che fosse più democratica la elezione del Presidente della Repubblica. Fui accusato di gollismo, Panorama mi dedicò diversi numeri, proclamandomi organizzatore di un colpo di Stato, fui indicato come Ministro del Governo Sogno, mi misero una bomba dove lavoravo e corsi dei pericoli. Panorama chiese poi scusa ai suoi lettori (ma non a me). Questo non mi impedì di essere un buon ed onesto democratico. Ma il "persino" rimase nel fondo della memoria a qualcuno e, vedo, anche a te.

Ho il dovere di chiarirti che, dopo aver fatto la riforma per l’elezione diretta del Sindaco abbiamo fatto anche con Segni la stagione dei Sindaci (sono stato "persino" il Presidente del Comitato di Garanzia della lista di Rutelli). E, con i Sindaci, partecipai alla nascita di Alleanza Democratica. A quel punto trovavo giusto dopo sei legislature che fossi rottamato, ma non volevo salire sul carretto dei "ladroni" condannati alla ghigliottina. Ci accordammo che loro mi avrebbero proposto di essere capolista a Caserta (dove il candidato fu tranquillamente eletto) e che io avrei rifiutato, di mia quasi spontanea volontà, la candidatura. E così avvenne. Ma nell’ultimo giorno Alleanza Democratica si trovò nelle condizioni di non avere un candidato nel 1°collegio senatoriale di Roma. Era un collegio perdutissimo (vi si presentarono, alla Camera, Berlusconi e Fini) e tutti lo avevano rifiutato. Feci molta resistenza anche io, ma, come tu puoi ben capire, un politico di buona razza non riesce a rifiutare il 1° collegio senatoriale di Roma e d’Italia, anche se perduto.

Ed incappai nel "persino" di Rossana Rossanda. (Pazienza!E’ questa la vita dei democratici cristiani!).

Caro Santoro, ricordi quando mi votasti? Firmato Ciccardini: ecco la lettera

Ma posso cercare di consolarti nel tuo dispiacere. In fondo, nello spiegare il tuo disappunto, non ti è passato per la mente di associarmi a Tangentopoli o ad operazioni scabrose o a peccati finanziari. "Persino" Ciccardini era macchiato solo di anti-divorzismo. Hai trovato soltanto che io ero contrario al divorzio. Su questo punto vorrei pregarti di leggere la mia dichiarazione di voto in Parlamento. Non sono stato mai un integralista. Rispondevo con onestà laica ad un’esigenza del blocco sociale che rappresentavo. Questo si chiama anche sensibilità democratica e disciplina repubblicana. Ti avverto fraternamente che la linea discriminante fra divorzisti ed antidivorzisti non è alla fine garanzia certa di valori. Molti squali e caimani troverai fra le file dei divorzisti, non meno numerosi che nelle file degli ingenui antidivorzisti.

Così hai dovuto votare "persino Ciccardini". Consolati, pensando che io ho dovuto votare, per Roma, "persino la Bonino". È il bicameralismo, bambolo!"

Bartolo Ciccardini

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]