Caso Tavecchio, Abbate: "Lui, Razzi, Scilipoti: figli di una cultura da portaborse"

08 ottobre 2014 ore 12:37, Adriano Scianca
Caso Tavecchio, Abbate: 'Lui, Razzi, Scilipoti: figli di una cultura da portaborse'
E' la "carta d'identità di una visione clientelare", uno che non conosce le "virtù repubblicane", che andrebbe "cacciato a calci in culo". Lo scrittore Fulvio Abbate non risparmia epiteti coloriti quando deve commentare il caso di Carlo Tavecchio, il presidente della Figc, squalificato per sei mesi dall'Uefa a causa delle ormai famose parole sui calciatori africani e le banane. Abbate, che ne pensa della decisione dell'Uefa? «Sinceramente l'Uefa ha fatto quello che gli enti preposti non hanno fatto. Uno come Tavecchio è la carta d'identità di una visione clientelare, non può avere cittadinanza». Quindi non vede accanimento, nei confronti del presidente della Figc? «A uno che nel giro di poco tempo dice due cose del genere, quella sulle banane, che è da distretto militare, e poi quella sulle doti attitudinali delle donne, non gli fai fare neanche l'usciere. Poi certo, può apparire simpatico, come nell'imitazione di Crozza, un po' come quando Fiorello riuscì a rendere simpatico quel fascistone di La Russa, che simpatico non è». Ma secondo lei non c'è una ipersensibilità su certi argomenti a fronte di una tolleranza generalizzata su altri? «Può anche darsi. Ma chi riveste un ruolo apicale non può permettersi di parlare in quel modo. Non è una questione di politicamente corretto. Esistono delle virtù repubblicane: fraternità, libertà, eguaglianza. Poi se sei un capo tifoso puoi anche urlare che tutti i calciatori della squadra avversaria devono essere sodomizzati. Ma non puoi dirlo da dirigente». L'Uefa però passa sopra alla decisione degli enti federali italiani... «E perché accade questo? Perché Tavecchio è espressione di una cordata clientelare, altrimenti avrebbero dovuto cacciarlo a calci in culo. Ma voglio dire: se io fossi non il marchese Fulvio Abbate ma un calciatore africano arrivato con il barcone e approdato, diciamo, in serie C1, se ancora esiste, ma perché devo sentire il presidente della Federazione parlare così?». Insomma, per lei Tavecchio è lo specchio di ciò che non va in questo paese? «Tavecchio, Razzi, Scilipoti: un paese di maschere borghesi, cresciuto in una cultura da portaborse».      
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