Unioni civili, Ncd naviga in acque burrascose: il futuro è appeso al ddl Cirinnà

08 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Unioni civili, Ncd naviga in acque burrascose: il futuro è appeso al ddl Cirinnà
Dunque, che fine farà l’alleanza che tiene in vita il Governo Renzi? Entrerà in crisi sull’approvazione del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili? 

Le posizioni da questo punto di vista sono molto variegate nel Nuovo centrodestra.

Il più barricadiero in questo momento appare il senatore Carlo Giovanardi il quale, già in tempi non sospetti, ebbe ad annunciare l’uscita dalla maggioranza nel caso in cui  il testo non fosse stato modificato da cima a fondo. Modifiche ci sono state, ma più interpretative che sostanziali. Alla fine è rimasta in piedi la possibilità di ricorrere alla 'stepchild adoption' ossia l’adozione da parte di una coppia gay del figlio di uno dei conviventi. 

Per Giovanardi in questo modo si aprirebbe la strada alla maternità surrogata, incentivando la pratica dell’utero in affitto. Inaccettabile per il senatore paladino della famiglia naturale che a quanto pare sarebbe pronto a dire addio alla maggioranza. 

Tutti gli altri? Anche Maurizio Lupi sembra aver fatto fuoco e fiamme di fronte a quella che è stata definita una “presa in giro” ossia la riproposizione annacquata del precedente testo per accelerarne l’approvazione in aula con i voti del Pd, dei 5Stelle, di Sel e del gruppo di Verdini. 
Un testo che al di là di un ritocco interpretativo sull’equiparazione fra matrimonio e convivenze, lascia pressoché inalterato l’impianto generale contestato sin dal principio dall’Ncd ; adozioni per le coppie gay e reversibilità della pensione per le coppie di fatto. Lupi però è sempre più proiettato verso il Comune di Milano. Vorrebbe essere lui il candidato sindaco di un centrodestra unito ma il suo nome non troverebbe il gradimento di parte di Forza Italia e della Lega. 

Il ddl Cirinnà potrebbe offrirgli un pretesto più che valido per uscire dalla maggioranza, posizione questa che sarebbe sicuramente apprezzata in casa della Lega e anche in Forza Italia dove il caso De Girolamo dimostra come  i “figliol prodighi” siano sempre ben accetti

Non a caso il Governatore della Lombardia Roberto Marini ha preso nelle ultime ore una cauta presa di distanza da Salvini mostrandosi più disponibile ad un accordo con i centristi, escluso invece categoricamente dal segretario del Carroccio. E Lupi sembrerebbe essere in ottimi rapporti con Maroni, come lo sarebbe Roberto Formigoni il quale ieri sera ha prontamente ritwittato  il comunicato di Manif Pour Tous Italia in cui si annuncia una nuova mobilitazione dell’associazionismo cattolico contro il ddl Cirinnà e si invitato i parlamentari di Area Popolare ad uscire dalla maggioranza. Ma un twitter non significa molto, se poi alle condivisioni non seguono i fatti.
Anche Formigoni parrebbe particolarmente interessato alla partita delle comunali a Milano, dove appare difficile che l’Ncd possa presentarsi alleato con il Pd nel momento in cui governa la Regione insieme alla Lega e a Forza Italia. Ed è su questo punto che farebbe leva Maroni per far desistere Salvini e convincerlo a mandare giù il boccone amaro accettando gli alfaniani. 

Eugenia Roccella esclude per il momento una crisi di governo ma lascia intendere che se si vorrà continuare a mantenere l’alleanza con il Pd, impostata sulle riforme sarà necessario studiare anche una nuova piattaforma programmatica. Della serie; una botta al cerchio e una alla botte, critici sì, ma senza esagerare. 

Renato Schifani lancia segnali di rottura, ma alla fine lui ed Alfano sono forse i meno interessati a provocare una crisi di governo e a rompere l’alleanza con il Pd. Infatti i loro sguardi sono proiettati verso la Regione Sicilia dove la permanenza di Crocetta sulla poltrona di governatore è sempre più in bilico e dove proprio Schifani punterebbe a sedere con la benedizione dell’asse Renzi-Alfano, dopo che il Ministro dell’Interno sembrerebbe aver escluso mire in quel posto. 

Roberto Sacconi intanto continua ad “indagare” sulle coperture previste dalla proposta di legge per ciò che concerne la reversibilità delle pensioni per le coppie di fatto. A lui i conti dei tecnici del Ministero dell’Economia non tornano, i soldi non ci sarebbero e quindi a suo giudizio, più che problemi di ordine etico, il testo comporterebbe seri aggravi alle casse dello Stato. 

Gaetano Quagliariello ogni giorno di più appare scontento dell’alleanza con il Pd, si fa portavoce del malessere dei parlamentari più riottosi a mantenere il patto di governo, lancia ultimatum a Renzi sulla legge elettorale; anche lui pronto a saltare la barricata come la Di Girolamo per tornare con Berlusconi? No, in realtà a sentire i bene informati il futuro di Quagliariello sarebbe in un nuovo soggetto di centrodestra con Fitto, Passera e Della Valle, dove secondo i rumor più accreditati potrebbe finire anche Sacconi. 

Insomma il partito di Alfano assomiglierebbe sempre di più ad un esercito di insoddisfatti, dove gli unici che sembrerebbero avere interesse a mantenere l’alleanza con il Pd sarebbero gli esponenti di governo o chi, come Fabrizio Cicchitto, sta ormai con tutti e due i piedi nel nuovo partito della Nazione di Renzi con Sandro Bondi e Denis Verdini. 
Il ddl Cirinnà potrebbe dunque rivelarsi determinante per chiarire una volta per tutte chi sta dentro e chi fuori, chi vuole stare nel centrodestra o chi invece è deciso a consolidare e trasformare in organica e stabile un’alleanza con il Pd renziano finora definita puramente istituzionale.  
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