Tso a Torino: scopre messaggi della madre a consultorio, accoltella equipe medica

08 ottobre 2015, Marta Moriconi
Tso a Torino: scopre messaggi della madre a consultorio, accoltella equipe medica
Questa storia racconta tutti i limiti della normativa sul Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) che regolamenta i disturbi comportamentali superando quel passato fatto di uomini e donne rinchiusi a vita dentro i manicomi. E' il dopo legge Basaglia, ma non è tutto oro quello che luccica. 

Se la persona è  potenzialmente pericolosa, può mettere a repentaglio l'incolumità di chi è prossimo al malato mentale, scattano le "misure precauzionali". Misure che però possono essere eluse senza troppa difficoltà perché può accadere che l'intervento dei Carabinieri è successo al tentativo di prelevare la persona. Infatti è bastato che l'uomo leggesse sul mobile della madre alcuni messaggi rivolti a un consultorio psichiatrico per ottenere il trattamento, che è scattata quella instabilità mentale che aveva portato il genitore a preoccuparsi di sistemare il figlio nel luogo di cura adatto. 

Stiamo parlando del paziente sottoposto a Tso che proprio in questi giorni ha reagito contro il personale medico che lo aveva in cura, accoltellando i sanitari e aggredendoli per evitare l'internamento, che tra altro sarebbe stato comunque momentaneo, perché appunto si mira a ristabilire l'equilibrio della persona in crisi mentale.

Questo caso di Torino riguarda Antonino Cassotta, che ha reagito alle misure messe in atto dalla struttura ASL1 del capoluogo piemontese, ovviamente reagendo in maniera sproporzionata all'evento che stava subendo. Dopo aver ferito medico e infermiere, è infatti corso a casa barricandosi dentro fino a quando non c'è stato l'arrivo delle forze dell'ordine.

I genitori sono intervenuti e dopo una trattativa col figlio il 44enne ha ceduto. Ma è chiaro che un malato affetto da schizofrenia non è stabile ed è chiaro che aspettare di avere il suo consenso ad essere rinchiuso in una struttura è impresa piuttosto difficile.

Alla fine c'è stato insomma il trasporto coatto dell'uomo all'Ospedale Mauriziano, con una nuova accusa sulle spalle:  tentato omicidio. Ma è chiaro che l'incapacità di intendere e volere è valutabile in questi soggetti, anche se uno dei due accoltellati sarebbe in prognosi riservata.

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]