Class action a LinkedIn: pagherà 13 milioni di dollari per spam

08 ottobre 2015, Luca Lippi
Class action a LinkedIn: pagherà 13 milioni di dollari per spam
 LinkedIn è un servizio web di rete sociale, gratuito (solo alcuni servizi di espansione sono a pagamento), impiegato per lo sviluppo di contatti professionali. La rete è presente in oltre 200 paesi, a gennaio 2009 contava circa 30 milioni di utenti, ha superato i 100 milioni di utenti il 22 marzo 2011 e i 200 milioni a gennaio 2013.

E proprio nel 2103, anno di maggiore espansione in cui si è moltiplicata l’utenza, si è verificato l’”incidente”. In sostanza una class action che accusa  LinkedIn di spam; oggetto della causa, avviata nel 2013 appunto, è la funzione “Add connections”, con cui l’utente dà al social l’accesso ai propri contatti e l’autorizzazione a invitarli su Linkedin a proprio nome. 

La causa è stata dibattuta in California e LinkedIn è stata condannata a risarcire complessivamente 13 milioni di dollari.

La class action è stata promossa perché  i contatti di un utente di Linkedin ricevono una prima e-mail in cui l’utente dice di voler rimanere in contatto sul social. In mancanza di un riscontro, Linkedin invia quindi altre due mail promemoria, spiegando che l’utente è in attesa di una risposta. Stando ai giudici Usa, la piattaforma non sarebbe stata autorizzata a inviare i messaggi di sollecito. 

LinkedIn si oppone respingendo ogni addebito, tuttavia ha prontamente inserito e aggiornato la “Add connections” per specificare l’invio delle due ulteriori e-mail. 

La società ha spiegato la correzione pur non riconoscendo la contestazione, dichiarando: “abbiamo deciso di risolvere il caso in modo da poterci concentrare su ciò che conta di più: trovare ulteriori modi per migliorare l’esperienza dei nostri membri”. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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