Niente medicine di fascia C nelle parafarmacie: vince la lobby dei farmacisti?

08 ottobre 2015, intelligo
Niente medicine di fascia C nelle parafarmacie: vince la lobby dei farmacisti?
Alla fine hanno vinto le farmacie. La Camera ha detto no alla vendita dei farmaci di fascia C nelle parafarmacie. Sono quei farmaci che hanno l’obbligo della ricetta del medico di base, quindi particolarmente diffusi. 

Sono farmaci per lo più necessari nella terapia di patologie lievi ma non inserite nel data base del servizio sanitario nazionale e dunque con il costo a carico dell’utente. 

A Montecitorio i parlamentari hanno detto no all’emendamento sul ddl Concorrenza, presentato da Scelta Civica che in sostanza introduceva un’apertura alla liberalizzazione di questa tipologia di farmaci, e dunque prevedendo la vendita anche nelle parafarmacie e nei corner dedicati all’interno dei supermercati. 

In pratica la maggioranza dei parlamentari ha accolto la linea governativa; qualche giorno fa il ministro della Salute Lorenzin si era detta contraria alla vendita dei farmaci in fascia C al di fuori della rete delle farmacie. Ma la decisione ha suscitato le proteste non solo dei deputati di Scelta Civica ma anche degli esponenti del Movimento 5S che puntano il dito contro quelle che definiscono “pressioni e connivenze tra la potente lobby del farmaco e il Governo”. L’effetto, secondo i parlamentari grillini “sarà un mercato dal regime concorrenziale totalmente squilibrato e a rischio di cannibalizzazione. Questa sera c’è chi brinderà a un’operazione che fa solo il bene di alcuni, ma non dei farmacisti nel loro complesso e dei cittadini”. 

Di parere opposto Federfarma che apprezza il voto dell’Aula, mentre dal versante parafarmacie il presidente della Federazione nazionale Davide Gullotta afferma di essere senza parole per come “questo governo e il Pd siano schiacciati sulle posizioni della lobby dei farmacisti titolari. Sostenere l'ingresso nella proprietà delle farmacie di chi non è farmacista e non è incardinato in nessun codice deontologico, significa umiliare e negare la professione alla maggioranza dei farmacisti laureati. Una bruttissima pagina per il Pd e per tutti i laureati di questo paese”. 

LuBi

 

autore / intelligo
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