Ddl Cirinnà, ultimatum di Giovanardi a Renzi: "Se passa toglierò la fiducia al Governo"

08 ottobre 2015, Andrea De Angelis
"Noi chiediamo alle forze politiche che nel governo si sono sempre opposte al Ddl di rendere chiaro che la maggioranza entrerà in crisi se si proseguirà su questa strada". Così Filippo Savarese, portavoce di Manif Pour Tous Italia, nell'intervista di ieri rilasciata ad IntelligoNews.
A parlare ora è l'onorevole Carlo Giovanardi, senatore del Nuovo Centrodestra il quale ha spiegato al nostro giornale la sua posizione e quelli che potrebbero essere gli scenari futuri...

Ddl Cirinnà, ultimatum di Giovanardi a Renzi: 'Se passa toglierò la fiducia al Governo'
L'associazionismo cattolico chiede a chi lo rappresenta in Parlamento come si comporterà dinanzi al nuovo Ddl Cirinnà. Giovanardi come risponde?

«Ci comporteremo esattamente come con il primo. Noi ringraziamo tutte le associazioni che si sono mobilitate nel Paese e hanno dato vita alla piazza del 20 giugno, perché il loro è un apporto determinante. Devono però darci atto che il Ddl Scalfarotto, quello che rendeva reato l'opinione e già approvato alla Camera, l'abbiamo bloccato in Commissione. E lì è fermo. Così sul Ddl Cirinnà stiamo facendo una battaglia politica con tutti i mezzi che il regolamento ci mette a disposizione».

Cosa farete nelle prossime ore?

«Già oggi i capigruppo della Commissione Giustizia faranno chiarezza dicendo che secondo il regolamento un nuovo Ddl deve stare in Commissione almeno due mesi».

Nel mirino finisce soprattutto la stepchild adoption, ma il Pd ha risposto che non riguarda solo gli omosessuali...

«Infatti, in Italia è proibito sia l'uno che l'altro. Noi due giorni fa abbiamo fatto questa conferenza stampa, dando tutto il materiale distribuito a Milano da una società americana dimostrando come con centomila euro si ha il bambino chiavi in mano. Il tutto attraverso una selezione eugenetica, perché garantiscono che l'ovocito arrivi da una donna giovane, bella, aitante e via dicendo. Lo stesso vale per l'uomo».

Nel nome della libertà si fa una rivoluzione antropologica? Questo sta dicendo?

«C'è una mistificazione vera e propria. Si tiene nascosta questa realtà agli italiani. I bambini vengono venduti e c'è anche un altro aspetto: la schiavitù di povere donne che vendono il loro corpo. E, ripeto, siamo davanti ad una selezione eugenetica. Riscopriamo lo sfruttamento più brutale dei ricchi nei confronti di chi deve vendere addirittura il suo corpo per sopravvivere».

Lei si sta esprimendo in maniera molto chiara, ma in Area Popolare la pensano tutti così?

«Non ho trovato nessuno del mio partito che abbia detto cose diverse da queste a cominciare da Alfano. Lo stesso vale per Lupi, Quagliariello, Schifani. Ma più che il partito è il 72% degli italiani che la pensa così, in tutti i sondaggi». 

Ma per aprire una crisi di governo contano i partiti, anzi i parlamentari...

«Le dico la mia: un secondo dopo che il Pd dovesse con il Movimento Cinque Stelle far passare un provvedimento di questo tipo è evidente che non voterò più la fiducia al Governo. Qui c'è un passaggio che forse sfugge: questo Governo non si è tagliato fuori. Il Presidente del Consiglio, nonché segretario del Pd, il ministro Boschi e il sottosegretario Scalfarotto che ha fatto persino lo sciopero della fame dimostrano che il Governo vuole dettare tempi e modi dell'approvazione di questo provvedimento».

Quindi lei è pronto a fare un passo indietro?

«Secondo lei dovrei continuare a dare la fiducia a un Governo che mi fa passare in Parlamento con un altro partito una cosa che è una rivoluzione antropologica?».

Questo ha chiesto ieri a noi la Manif.

«Ma ha ragione! Io l'ho sempre detto. Poi il Pd ha preso il 25% alle elezioni. Quando le vincerà con un programma che viene votato dagli elettori lo porterà avanti. Ma oggi che pretende? Con il 25% dei voti vuole portare avanti cose che noi non condividiamo? Infine mi permetta di dirle questo: se hanno i numeri modifichino l'articolo 29 della Costituzione. Anche questa mattina Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, ha detto che il nuovo Ddl Cirinnà è incostituzionale».




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