Ddl Cirinnà, Formigoni (Ncd): "Crisi di governo sarebbe autogol. Alcuni amici focosi evitino di darci consigli"

08 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Ddl Cirinnà, Formigoni (Ncd): 'Crisi di governo sarebbe autogol. Alcuni amici focosi evitino di darci consigli'
#Cirinnànonpasserà. L’hasthag racchiude il senso dell’analisi di Roberto Formigoni, senatore Ncd, per il nuovo testo sulle unioni civili che nella conversazione con Intelligonews declina in varie direzioni: Pd renziano, le sigle del 20 giugno con in testa la Manif Pour Tous ma anche sul suo partito. 

Manif Pour Tous vi chiede un atto di coerenza fino all’apertura della crisi di governo. L’aprirete? Qual è la risposta di Formigoni alla Manif?

«Insieme a tanti amici di Ncd sono uno dei massimi sostenitori della battaglia contro il ddl Cirinnà. Noi lo stiamo contrastando e lo contrasteremo con grandissima forza e determinazione, tanto è vero che volevano approvarlo nel 2014, è passato un anno e non è passato. E questo lo si deve a noi di Ncd non ad altri. Contrasteremo il ddl Cirinnà con tutte le armi, esattamente come stiamo già facendo. Evitino alcuni amici troppo focosi, di indicarci le armi da usare e giudichino i risultati. E i risultati sono, appunto, che finora il ddl Cirinnà è bloccato»

Sì, ma è stato presentato il nuovo testo del ddl. Cosa risponde?

«Bloccheremo anche quello, ci mancherebbe altro. Noi stiamo lavorando proprio in queste ore; stiamo utilizzando il fatto di essere dentro il governo per impedire che questo ‘simil-Cirinnà’ venga incardinato la prossima settimana e sarebbe un’altra nostra vittoria». 

Come lo bloccherete?

«Stiamo dicendo al Pd che non si possono sognare di fare questo affronto, sarebbe una mossa del tutto ingiustificata perché si sta discutendo in Commissione gli emendamenti al primo ddl Cirinnà e li si stanno votando. Quindi dobbiamo proseguire così come per tutti i provvedimenti di legge. Non abbiamo mica 85 milioni di emendamenti alla Calderoli… Il Pd non può dire che abbiamo la bomba atomica per poi azionare la loro contro-bomba atomica; stiano alle regole parlamentari. Se vogliono il ‘simil-Cirinnà’ lo presentino in Commissione: discuteremo su quello che presenteranno e a nostra volta faremo gli emendamenti. E comunque, se volessero fare la forzatura presentando il nuovo testo Cirinnà ma non credo proprio che ci riusciranno perché vinceremo questa battaglia, nessuno si illuda: presenteremo in Aula tutti gli emendamenti necessari. Vogliamo dirla tutta?».

Diciamola.

«Se qualcuno ipotizzasse un’uscita di Ncd dal governo sulle unioni civili, in ventiquattrore il ddl Cirinnà sarebbe approvato da Pd, M5S e, aggiungo, anche dai verdiniani. Quindi, la crisi di governo non è la soluzione ma l’autogol clamoroso».

È la sua risposta alla Manif Pour Tous?

«No, a qualche amico dentro la Manif che invoca la bomba atomica e rischia di farsela esplodere in testa. Li conosco molto bene gli esponenti della Manif. I veri dirigenti della Manif si guardano bene dall’invocare la crisi di governo o dal darci consigli; con loro il colloquio è quotidiano e condividono a fondo la nostra impostazione»

A Intelligonews la Roccella ha annunciato che chiederà una discussione nel partito e nei gruppi di Ncd domandandosi se su temi come questi accettate che ci siano maggioranze variabili. Tra le righe ci si può leggere una divisione interna al suo partito magari rispetto all’ala più filorenziana? Insomma Ndc è spaccato?

«No, direi proprio di no. Tanto è vero che ieri c’è stata una reazione pressochè unanime, anzitutto dei capigruppo al Senato e alla Camera – Schifani e Lupi – e poi in tutte le dichiarazioni susseguite, quasi tutte dello stesso tenore e sulla stessa linea. E’ chiaro, però, che c’è chi segue di più questi temi e ne conosce tutte le curve e curvette; e c’è chi invece segue altre partite. Ha ragione la Roccella: faremo riunioni per approfondire ulteriormente, per attrezzarci ulteriormente dal punto di vista tecnico-giuridico. Non certo perché ci siano divisioni interne che non esistono»

Ma le maggioranze variabili potrebbero scavalcarvi al voto in Aula in asse col Pd. A quel punto del la legge passasse voi che farete?

«Diciamo le cose come stanno. Noi oppositori del ddl Crinnà siamo una piccola minoranza in Parlamento, quindi la nostra battaglia fin qui vittoriosa perché – lo ribadisco – in due anni e mezzo di legislatura questa legge è bloccata, merita il giusto apprezzamento. Mi dica lei chi è schierato davvero contro, se non Ncd, alcuni eroici senatori di Fi e sulla carta la Lega. Siamo veramente una piccola minoranza e finora siamo riusciti a bloccare l’approvazione. Mi sembra che meritiamo un minimo di considerazione. La strategia che abbiamo scelto mi sembra vincente e continueremo a convincere il Pd a non fare questa c…a, portando avanti la nostra azione in Commissione. Insomma, confermo l’hashtag che ho lanciato: #Cirinnànonpasserà».

Lei ha partecipato alla manifestazione del 20 giugno in piazza San Giovanni. Il Comitato ha annunciato una nuova mobilitazione che porterà in piazza il doppio delle persone presenti a giugno. Lei ci tornerà in piazza e con quale faccia se l’iter del ddl andrà avanti nonostante la vostra opposizione? 

«Io c’ero a giugno e ci torno in piazza. Non solo, ma nella separazione delle responsabilità, gioisco per questa decisione degli amici della Manif di indire una nuova manifestazione. Io e noi di Ncd saremo sicuramente con loro. Fanno stra-bene a portare in piazza il doppio delle persone del 20 giugno: sentono che c’è bisogno di far sentire ancora la voce della piazza e di far vedere che è ancora più numerosa di quella di giugno. Quindi, siamo perfettamente sulla stessa linea. I dirigenti veri della Manif non ci stanno affatto chiedendo di aprire la crisi di governo ma ci stanno incoraggiando a fare la nostra battaglia nella separazione delle responsabilità e noi stiamo incoraggiando loro a fare la manifestazione. C’è un rapporto quotidiano e c’è una condivisione sugli obiettivi»

Non mi ha risposto sulla questione dei voti. La legge potrebbe passare anche senza i vostri voti. A quel punto avete fatto solo i “kamikaze”. Cosa risponde?

«E’ chiaro che si guarda avanti, ma non siamo ancora arrivati al punto finale. La nostra opposizione continuerà ad essere durissima; noi continuiamo a sostenere che in questa legislatura provvedimenti divisivi come questo, non debbono essere approvati proprio perché l’alleanza che regge il governo è un’alleanza strana e quindi il Pd abbia rispetto. Nel programma di governo non c’è questo tema e va rispettato il programma di legislatura. Poi,  quando il Pd  - fatti i debiti scongiuri – avrà stravinto le elezioni e metterà nel programma il matrimonio ‘super-gay’ se lo voterà da solo. Ma questa è uno scenario contro il quale mentre parlo con lei sto facendo i debiti scongiuri. Oggi il quadro è totalmente diverso»

Il senatore Sacconi, sentito da Intelligonews, ha preferito non tornare sul ddl Cirinnà. Perché secondo lei?

«Sarà stato stufo di rispondere alla diciottesima intervista sul tema ma il suo pensiero è chiarissimo. Sacconi è una delle persone più impegnate insieme a Formigoni, Giovanardi, Roccella Pagano, Albertini, D’Ascola e tanti altri amici»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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