Dimissioni Marino: il Pd lo scarica ma prima ancora la Chiesa

08 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Dimissioni Marino: il Pd lo scarica ma prima ancora la Chiesa
Sono imminenti le dimissioni del sindaco di Roma, Ignazio Marino, bersaglio di polemiche e al centro di un’inchiesta aperta sulle sue spese dalla Procura di Roma? 

Non viene meno il pressing del Partito Democratico per far dimettere il sindaco della Capitale.Le voci insistenti di un’uscita di scena volontaria del sindaco, sotto attacco tra l’altro per le spese istituzionali, si rincorrono da ieri e stamani si sono fatte più insistenti anche all’interno di Palazzo Senatorio. 

Alle 11 in Campidoglio convocata una Giunta comunale sul Giubileo, ma è slittata alle ore 12. L’assessore Sabella afferma che “ci sono stati dei problemi”. Mentre Ruocco, deputata del Movimento 5 Stelle, ha detto a SkyTg24 che si sono dimessi tutti gli assessori del Pd. La notizia è stata rilanciata anche da Repubblica con un’ultimora. Ma dal Pd arrivano smentite: gli assessori sono ancora tutti al loro posto.L'’assessore ai Trasporti, Stefano Esposito, ha dichiarato a SkyTg24: “Penso che la situazione così com’è ci porterà inevitabilmente alla fine di questa amministrazione”. Manca poco. Alcuni media danno anche Rossi Doria per dimissionario. E la notizia sembra attendbile. 

La situazione precipita, col passar delle ore, anche se il sindaco non molla. Arriva l’ltimatum di Pd e Sel: se Ignazio Marino non lascerà il suo incarico entro le 16 dovrà affrontare la sfiducia in Campidoglio. Intanto lasciano il vice-sindaco Marco Causi e l’assessore ai Trasporti, Stefano Esposito. Proteste e sberleffi sotto il Campidoglio, come mostra la foto qui sopra. Anche Marco Rossi Doria avrebbe detto, come i due dimissionari, durante la giunta che “non sussistono più le condizioni per andare avanti”. I tre esponenti dell’esecutivo sono gli ultimi tre antrati dopo il recente rimpasto. Il Pd dunque ha scaricato Marino? Esattamente, sebbene prima che dal suo partito il sindaco è stato scaricato dalla Chiesa, Proprio così la prima vera sfiducia è partita dai sacri palazzi. Troppi indizi infatti stanno facendo una prova. 

Papa Francesco che mette in ridicolo Marino tornando dal viaggio apostolico Usa dandogli in pratica dell'imbucato. Il presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia Vincenzo Paglia che ci mette sopra il carico da dodici seppur cadendo nel tranello del programma "La Zanzara". Ma cosa c'è di più vero di ciò che si dice in privato pensando di non essere ascoltato da nessuno se non dal proprio interlocutore all'altro capo del telefono (in questo caso il finto Matteo Renzi)? E Paglia dopo aver dato ancora una volta dell'imbucato a Marino ha pure chiarito che in Vaticano il sindaco capitolino è pressoché indigesto, pare per la "cattiva" gestione del Giubileo. Ma c'è di più. 

La Comunità di Sant'Egidio che sbugiarda pubblicamente il primo cittadino negando di aver cenato con lui e smontando quindi la difesa d'ufficio del Campidoglio che aveva giustificato certe spese proprio adducendo una cena di rappresentanza con esponenti della Comunità. In più i preti di strada, la Caritas che puntano il dito contro il degrado della Capitale e accusano il Comune di non aver fatto nulla per i poveri, i deboli, gli emarginati. Che la Chiesa abbia scaricato il sindaco molto prima del Pd è dunque un dato di fatto. Perché altrimenti accanirsi contro di lui come ha fatto Papa Francesco e come hanno fatto quelli di Sant'Egidio? Perché accettare domande provocatorie e interviste giornalistiche avvalorando di fronte all'opinione pubblica l'immagine del sindaco imbucato, bugiardo e sprecone? C'entra davvero il Giubileo, o più semplicemente la Chiesa ha capito che il cattolicesimo di Marino è soltanto di facciata e sotto l'apparente aurea di devoto si nasconde un cuore laicista e prono ai dogmi del relativismo etico? L'ossessione di legalizzare ad ogni costo le nozze gay del resto sarebbe la dimostrazione più evidente.
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