Varoufakis, Grecia senza troppe aspettative: 155 voti per lo Tsipras bis

08 ottobre 2015, Luca Lippi
Varoufakis, Grecia senza troppe aspettative: 155 voti per lo Tsipras bis
Stanotte il secondo governo Tsipras ha ricevuto la fiducia con 155 voti su 300. Il nuovo governo è all’esordio con la macchia di “frode politica”, è l’accusa mossa da Vangelis Maimarakis di Nuova Democrazia.

La storia la conosciamo tutti, nei fatti Tsipras ha tradito il suo primo mandato, e soprattutto ha tradito l’esito del voto popolare del referendum, creando non poche perplessità e mettendo la Grecia nelle mani della Troika e nella morsa delle politiche di austerità. 

Inutile ricordare tutti gli eventi e le motivazioni di cui abbiamo dibattuto con numerosi articoli. Quello che risalta oggi è che oltre gli oppositori di governo, e diverse migliaia di elettori persi per strada, Tsipras ha un nuovo nemico che solo tre mesi fa era fuoco amico, Varoufakis, che già lunedì scorso ha condannato il neo governo greco e Tsipras.

Esordisce con “Il più costoso rimpasto di governo nella storia della Grecia” riferendosi al fatto che il risultato raggiunto con le elezioni del 20 settembre è stato quello di rivedere gli stessi ministri agli stessi posti di prima (rare eccezioni), tuttavia è una continuità che non esprime alcuna linea pregressa, nel senso che è cambiato il mandato elettorale, e anche l’idea della più parte degli elettori è deformata.

Non possiamo riportare tutto l’articolo di Varoufakis  pubblicato il 5 ottobre scorso, troppo lungo e anche molto tecnico, ma è chiaramente ridondante di recriminazioni e di un senso forte di delusione, ma lo stesso lo aveva già manifestato quando presentò le sue dimissioni.

Il passaggio più importante del suo articolo è il seguente: “Lo scorso gennaio, quando mi trovavo con lui, abbiamo chiesto agli elettori di sostenere la nostra determinazione a porre fine ai salvataggi che ampliano il debito, i quali avevano spinto la Grecia in un buco nero e venivano gestiti come modello per politiche di austerità in Europa. Il governo che è stato rieletto il 20 settembre ha il mandato opposto: di attuare un programma di salvataggio basato sull’estensione del debito – anzi, la sua variante più tossica che mai”.

Non è biasimabile quanto recriminato da Varoufakis, tuttavia pensiamo che la Grecia non avesse via di uscita alternativa a quella del “Grexit”, e il “Grexit” sarebbe stato il suicidio di un Paese. Rimane certamente la delusione di un popolo sedotto e poi neanche abbandonato da Alexis Tsipras.

Laconica la conclusione di Varoufakis dopo una lunga (e non esitiamo a definire sofferta) riflessione su tutta la vicenda che corre dalla prima elezione di Tsipras fino alla conclusione di stanotte, riferendosi al nuovo programma dell’esecutivo e alla luce dell’evoluzione politica della Grecia scrive : “Si tratta di un progetto degno. Se il governo può riuscirci, è un potenziale punto di svolta. Per avere successo, tuttavia, il governo dovrà uccidere due draghi in una volta: l’incompetenza della pubblica amministrazione della Grecia e la capacità inesauribile dell’oligarchia che sa difendersi, anche attraverso forti alleanze con la troika”. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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