Marino, Taverna (5S): "Stufi di un partito che tiene in ostaggio la città. Il Giubileo? Toccava a noi gestirlo"

08 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Marino, Taverna (5S): 'Stufi di un partito che tiene in ostaggio la città. Il Giubileo? Toccava a noi gestirlo'
“Siamo stufi di un partito che tiene in ostaggio una città e un Paese. Questi devono andare a casa e rimandare i romani alle urne per far decidere da chi vogliono essere governati”. Dall’Aula di Palazzo Madama, la senatrice 5S Paola Taverna, romana doc, guarda le finestre del Campidoglio in attesa di capire – e sapere – se Marino ha intenzione di lasciare o no, dopo le dimissioni dei due uomini-chiave della sua giunta: il vicesindaco Marco Causi e l’assessore Stefano Esposito. A Intelligonews anticipa come e perché i 5S romani sono pronti a governare. 

Il vicesindaco Causi e l’assessore Esposito lasciano il Campidoglio con altri due assessori. Secondo lei che segnale è? Marino sempre più solo e abbandonato dal Pd?

«La cosa che mi fa ridere e che trovo scandalosa è che il Pd ha messo due suoi assessori che sono poi i primi a dimettersi. Un Pd che un anno fa avrebbe dovuto prendere la situazione in mano e riconsegnare Roma ai cittadini tornando al voto, si ricorda dopo un anno che la situazione è quella che è, per via degli scontrini… ma dove siamo? Siamo stufi di un partito che tiene in ostaggio una città e un Paese. Questi devono andare a casa e rimandare i romani alle urne per far decidere loro da chi vogliono essere governati. In queste ore stiamo tutti assistendo a un attacco alla democrazia. Che Marino oggi si dimetta, è solo un tardivo risarcimento al prezzo che Roma e il popolo romano sta pagando da tanto tempo».

Sul piano politico le dimissioni di Causi ed Esposito sono una sorta di manovra di accerchiamento per spingere il sindaco a fare un passo indietro?

«Certificano il fallimento del Pd, un fallimento totale. Forse, stanno cercando il modo per salvare la faccia e per questo hanno fatto un passino indietro prima che la nave affondi completamente. Giudico tutto ciò una vergogna per la mia città, per quello che Roma rappresenta a livello nazionale e internazionale»

Resta in piedi l’ipotesi di un commissariamento che traghetti la Capitale verso le elezioni. Circolano i nomi di Sabella, Gabrielli ma anche degli ex sindaci capitolini Veltroni e Rutelli. Qual è la sua valutazione? 

«Ma per cortesia… Se insistono sul commissariamento del Campidoglio dimostrano di non aver capito la gravità della situazione e della loro azione politica. Queste persone devono far tornare i romani al voto».

Si dice che nell’anno del Giubileo straordinario non si possano indire elezioni a Roma, magari accorpandole con quelle a Milano la prossima primavera. E' così?

«Ho ben chiaro quelle che potrebbero essere le manovre tattiche per le quali continueranno a rinviare, ad impedire che il popolo riprenda in mano la sovranità e decida da solo da chi vuole essere amministrato. Adesso dicono che col Giubileo non si può andare alle urne: sostenere una cosa del genere conferma, una volta di più, che ci hanno preso in giro. Un anno fa sapevano che ci sarebbe stato il Giubileo straordinario e sapevano che se si fosse tornati alle urne avremmo vinto noi che sicuramente, avremmo gestito il Giubileo meglio di loro. Non lo hanno permesso. Marino se ne deve andare perché non ha saputo amministrare Roma, per non parlare del coinvolgimento di alcuni esponenti della maggioranza che lo sostiene e del suo partito nell’inchiesta Mafia Capitale. Si devono vergognare tutti, dal primo all’ultimo. Da cittadina romana io sono schifata per la mia città, per come è stata ridotta e anche per come si attaccano al Giubileo, attaccandosi perfino ai cristiani e alla Chiesa pur di non affrontare le urne, magari a maggio. Potevano deciderlo prima: un anno fa il signor Orfini era lì a dire che tutti erano vicini a Marino; oggi Causi ed Esposito arrivati in Campidoglio solo nel luglio scorso e messi lì dal Pd avevano ben chiara la situazione e sono stati i primi ad andarsene. E oggi si vuole far credere che Marino si deve dimettere solo per gli scontrini, ma per favore... ».

Quali sono le prossime mosse dei 5S a Roma?

«Noi stasera ci riuniamo nella sala Tatarella a Montecitorio. Saremo noi parlamentari romani e tutto il Movimento romano che è da due anni che sta indicando quali sono le soluzioni per governare Roma. Abbiamo già il programma e vogliamo governare la città e dalla riunione di stasera uscirà la linea per la quale il Movimento 5Stelle è pronto al Campidoglio».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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