Cappuccetto rosso sessista per la Francia, toccò anche a Biancaneve

08 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Cappuccetto rosso sessista per la Francia, toccò anche a Biancaneve
Alla fine anche la favola di Cappuccetto Rosso è finita nell’Indice dei Libri Proibiti, insieme a quella di Hansel e Gretel. Non quello dell’ex Sant’Uffizio ma del fantomatico supremo tribunale della cultura laicista, o meglio del tribunale pro gender. In precedenza ci erano già finiti anche Biancaneve, Cenerentola e la Bella Addormentata nel Bosco perché sul finale c’era sempre il principe azzurro che risvegliava la poverina dal maleficio. E’ avvenuto in Francia, dove il ministro dell’Istruzione Najat Vallaud-Belkacem,ha dichiarato guerra alle favore per bambini ritenute troppo sessiste. Proprio così! Cappuccetto Rosso e le altre fiabe della cultura popolare in cui si parla di bambini, streghe, lupi cattivi, principi azzurri e principesse da risvegliare secondo l’esponente socialista sarebbero “farcite di cultura sessista”. Una tesi questa che poggerebbe su uno studio presentato dal centro Hubertine Auclert, guarda caso un’associazione impegnata in prima linea per la parità dei sessi e per nulla estranea all’ideologia gender. Per questo motivo il Governo avrebbe deciso di bandire dette favole dai programmi scolastici. Secondo gli studiosi francesi “solo il 39% dei personaggi delle favole è di sesso femminile. Già nelle prime immagini per imparare a leggere, le bimbe giocano soprattutto all'interno, in spazi chiusi, le donne sono spesso in cucina o svolgono le loro mansioni di mamma”. Che vergogna! E’ deplorevole che la donna possa essere identificata con la figura materna, ossia con la mamma che si occupa della casa e dell’educazione dei figli. Peccato si tratti soltanto di favole innocenti, ma l’affermazione dell’ideologia gender ha finito con il far vedere fantasmi ovunque. Siccome il gender si fonda sull’idea secondo cui le differenze sessuali sarebbero soltanto una concezione culturale e non naturale e che ognuno debba essere lasciato libero di scegliere se essere uomo, donna o addirittura neutro, come accettare fiabe in cui la differenza sessuale è ben marcata nella figura dei personaggi maschili e femminili, del fratellino e della sorellina, della mamma e del papà, della nonna e del lupo cattivo? E come accettare che Cenerentola o Biancaneve sognino il principe azzurro e non una principessa rosa come il colore preferito dai cultori del gender? E allora ecco che nella società che boccia le figure genitoriali, sostituisce padri e madri con generici genitori uno e due, che promuove nella scuola il superamento delle differenze sessuali facendo giocare i bambini con le bambole e le femmine con il pallone, anche le favole dell’infanzia, quelle che i nonni raccontavano ai nipotini la sera al letto per farli addormentare, diventano pericolosi strumenti di discriminazione e di propaganda anti gender. E’ accaduto in Francia e vedrete che presto potrebbe succedere anche in Italia. E la scuola naturalmente è costretta ad uniformarsi al pensiero unico relativista. Se questo non è indottrinamento allo stato puro!!
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]