Euro, tutto quello che non torna nella mossa di Draghi

08 settembre 2014, intelligo
Euro, tutto quello che non torna nella mossa di Draghi
di Gianfranco Librandi
Il 5 giugno Mario Draghi ha fatto un discorso che è esattamente la copia del discorso di giovedì scorso, o viceversa, e allora analizziamo che è successo dopo il 5 giugno per vedere cosa accadrà in futuro. La Bce riduce i tassi d’interesse contestualmente annunciando misure non convenzionali volte a sostenere la ripresa accelerando la crescita dei prezzi. Questo è quanto annunciò Draghi il 5 giugno poi replicato il 4 settembre scorso; il risultato al momento è stato che siamo in deflazione, per i non addetti la deflazione è l’esatto contrario della crescita dei prezzi. Le famose misure eccezionali di supporto alla crescita annunciate il 5 giugno, latitanti ancora al 4 settembre, non ci sono state, tanto è vero poiché non solo la periferia dell’Ue è in recessione, ma tutte le economie di questo ectoplasma geo-economico arrancano con continue revisioni al ribasso per l’anno in corso (locomotiva tedesca inclusa). Dopo il discorso di Draghi del 5 giugno il Ftse MIB segnò quattro sedute rialziste che si arrestò bruscamente l’11 giugno, giorno in cui s’innescò lo storno fino a far precipitare l’Indice di 15 punti percentuali (soglia 19000). A oggi, dopo il rimbalzo delle quotazioni (c’è chi fa spesa a prezzi stracciati e chi specula) l’indice è tornato a quota 21500, ma c’è un aspetto da esaminare che è quello valutario. Tornando alle parole annunciate da Draghi a giugno (le medesime di quelle pronunciate giovedì scorso), gli analisti rilevarono il preciso intento della Bce di favorire il deprezzamento dell’Euro sul Dollaro Usa. In realtà, a giugno l’Euro ha avuto un apprezzamento importante sul Dollaro, solo da luglio il deprezzamento ha preso forma arrivando a oggi a perdere circa il 4% sul Dollaro. Perché per tutto il mese di giugno l’Euro non si è deprezzato? La risposta è semplice, il deprezzamento dell’Euro non è una misura voluta dalla Bce, piuttosto il risultato della debolezza economica di tutta l’area UE. Infatti, i dati macro hanno riportato per il secondo trimestre dell’anno in corso un ristagno in Europa (in Germania e in Italia è addirittura sceso il Pil) mentre nello stesso trimestre l’economia USA ha fatto segnare un +4,2% che è un vero e proprio “punteggio pieno”. Quindi il rapporto Euro/Usd non è altro che il risultato del differenziale di crescita fra le due economie, l’intervento della Bce non esiste. Del discorso di Draghi fatto il 5 giugno scorso, nulla è seguito (armi non convenzionali da usare etc…), tutto quello che è successo, si è verificato per motivi contingenti. Draghi ha semplicemente tagliato i tassi, esattamente come ha fatto giovedì scorso, ma il taglio dei tassi ormai non porta alcun risultato. Perché oggi dovremmo credere alle parole di Draghi? Continuerà a non accadere nulla! Ormai è chiaro che le famose misure non convenzionali non sono il Quantitative Easing (acquisto diretto dei titoli del Debito Pubblico dei Paesi UE) ma si riferiscono all’acquisto della “porcheria” nella pancia delle banche per alleggerirle del marciume che fa da zavorra. Ne è testimonianza il rialzo in Borsa del settore bancario dopo le parole di Draghi. Queste misure non hanno alcun impatto sulla crescita, quindi le reazioni euforiche del nostro Governo sono assolutamente inadeguate. Un’ultima considerazione di carattere internazionale è doverosa. L’incompetenza che spinge alla protervia del nostro Governo che gioisce alle misure delle economie nord europee che, di fatto, contano niente singolarmente nel contesto globale, è solamente la voce passante di chi comanda: gli Usa. La grande finanza americana sta preparando una "strage finanziaria" facendo crollare il Dollaro alla metà del valore attuale. Per loro questo è necessario per far pagare la valanga di moneta verde stampata per risollevare la loro economia. I primi a pagare questa strategia (tempesta perfetta) saranno i Cinesi, a seguire gli Arabi e per quanto riguarda il vecchio Continente, ci ritroveremo esattamente come nell’immediato dopoguerra. Il “pacifista” Obama scatena un pseudo conflitto nel cuore della vecchia Europa contro la Russia minacciando nuove basi Nato alle frontiere Russe. E’ solo una manovra per distrarre l’opinione pubblica internazionale; esattamente come la chiamata alla “guerra santa” contro l’Isis. Se le parole di Draghi del 5 giugno sono le stesse del 4 settembre, teniamo le antenne dritte. Seguiamo con particolare attenzione.
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