Svolta storica nella sanità: le Asl "di Zingaretti" da 5 a 3

08 settembre 2015, Americo Mascarucci
La rivoluzione della sanità targata Nicola Zingaretti è in piena evoluzione con la riduzione da cinque a tre delle aziende sanitarie capitoline. Entro l’anno infatti saranno incorporate le Asl Roma B e Roma C e dalla loro fusione nascerà la nuova «Asl Roma 2» che comprenderà i municipi IV,V,VI,VII,IX. Sarà così completato il processo di riordino e accorpamento delle Asl romane che in precedenza ha già portato alla fusione delle Asl Roma A ed E, trasformate in “Asl Roma 1” con i Municipi I, II, III, XIII, XIV e XV e alla nascita della nuova
Svolta storica nella sanità: le Asl 'di Zingaretti' da 5 a 3
«Asl Roma 3» comprendente i Municipi X, XI, XII più Fiumicino.

Una rivoluzione che da Roma si estenderà però anche al resto del Lazio dove le attuali sette aziende sanitarie locali saranno accorpate in tre unità chiamate nuove «Aree di Aggregazione» per le gare d’acquisto uniche. Le Asl Roma F e G, di Rieti e Viterbo, dovranno espletare gare uniche all’interno della nuova «Area 1». Le Asl romane, insieme alle aziende ospedaliere Umberto I, Tor Vergata, Spallanzani, Ifo, San Camillo-Forlanini, San Giovanni e Sant’Andrea, indiranno bandi unitari per la nuova «Area 2». Le Asl Roma H, di Frosinone e Latina saranno invece aggregate nella nuova «Area 3». 

Insomma, nessuna Asl potrà più espletare gare singolarmente, in maniera autonoma, ma dovrà operare in un regime integrato. In questo modo la Regione Lazio punta a ridurre i costi, uniformare il prezzo di beni e servizi, consentendo nel contempo anche un maggiore controllo sugli effettivi consumi delle varie aziende in relazione al fabbisogno concreto. Poi ovviamente la riduzione delle Asl permetterà anche di eliminare diverse figure dirigenziali, ad iniziare dai direttori generali e dalle altre figure apicali, favorendo così un maggiore investimento di risorse sulla qualità dei servizi. 

L’obiettivo della Giunta Zingaretti sembra essere anche quello di ridurre le liste d’attesa che nel Lazio hanno raggiunto tempi biblici. 

Nell’ottobre del 2014 la Regione ha presentato il piano da sette milioni di euro rivolto ad ottenere un incremento di 113mila 388 esami, 66mila su Roma e 47 mila nelle province. Ebbene, dopo questo cospicuo investimento la situazione sembra essere migliorata ma non troppo. Al Recup regionale risultano prenotati appuntamenti che vanno da un minimo di cento ad un massimo di trecento giorni di attesa. L’obiettivo della Regione è quello di rispondere alle richieste degli utenti nei limiti di tempo stabiliti dalla legge anche se, ad oggi, nessuna struttura del Lazio sembra essere nelle condizioni di poterlo fare. 

Riuscirà Zingaretti a centrare l’obiettivo in una Regione, il Lazio, che nonostante gli sforzi messi in atto in tutti questi anni in regime commissariale per razionalizzare i costi, migliorare i servizi e soprattutto rimettere a posto i conti dissennati e fuori controllo causati da anni di gestioni incontrollate e di clientelismo, fatica a rialzarsi?
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