Francesco oggi riforma la Sacra Rota tra perdono e no alla cultura del provvisorio

08 settembre 2015, Americo Mascarucci
Un primo assaggio del possibile esito del Sinodo ordinario sulla Famiglia in programma ad ottobre chiamato a definire le linee guida di una nuova pastorale della Famiglia si avrà già domani quando nella Città del Vaticano saranno presentate le due lettere con valore di motu proprio datae di Papa Francesco, dal titolo Mitis Iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus.

Francesco oggi riforma la Sacra Rota tra perdono e no alla cultura del provvisorio
I documenti in questione trattano in particolare la riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio, rispettivamente nel Codice di Diritto Canonico e nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali. Il riferimento è alle cause di nullità del matrimonio cui è deputato a decidere il Tribunale della Sacra Rota istituito presso il Vaticano. La Rota è chiamata a pronunciarsi  esclusivamente sui matrimoni contratti con rito cattolico, fra due cattolici oppure fra un coniuge cattolico ed uno ateo o di altra confessione. 

Il ricorso al tribunale della Rota per le cause di nullità matrimoniale è facoltativo in primo grado e in secondo grado (i fedeli possono infatti decidere di rivolgersi ai tribunali ecclesiastici del loro territorio); diventa obbligatorio solo dal terzo grado di giudizio in poi. Attenzione, le sentenze della Sacra Rota non si concludono con un divorzio ma con l’annullamento del matrimonio qualora vengano riscontrate motivazioni tali da giustificare la non efficacia dell’atto coniugale. A differenza di un divorzio, in questo caso è come se il matrimonio annullato non fosse stato mai celebrato. 

Il diritto canonico individua fra i casi in cui è lecita la dichiarazione di nullità, il matrimonio imposto contro la volontà di uno o entrambi i coniugi, l’ incapacità psicologica di effettuare una vera scelta coniugale e l’ incapacità psicologica di adempiere agli obblighi matrimoniali. La funzione riproduttiva connessa al matrimonio cattolico inoltre consente l'ammissibilità di istanze fondate sulla mancata consumazione materiale dello stesso. 

C’è grande attesa intorno alla pubblicazione dei due documenti soprattutto perché si pensa che da questi possano scaturire anche prime importanti e significative risposte al tema dei divorziati risposati e alla loro possibile riammissione all’Eucaristia (anche se l’orientamento già è contenuto nell’Instrumentum Laboris ossia nella piattaforma programmatica del prossimo Sinodo).E’ però pur vero che l’esigenza di velocizzare i tempi di ottenimento di una nullità matrimoniale da parte del supremo tribunale ecclesiastico era stata manifestata, sia durante i lavori del Sinodo straordinario dell’ottobre 2014, sia in occasione di diversi interventi di Papa Francesco, il quale molto probabilmente ha improntato la sua riforma su tre punti in particolare: eliminare la necessità della sentenza conforme in sede di appello, istituire giudizi non collegiali ma monocratici, definire una linea "amministrativa", complementare a quella giudiziale, che affidi al vescovo diocesano la potestà di dichiarare nullo il matrimonio. Insomma meno burocrazia e un maggiore e più efficace snellimento dei tempi e delle procedure evitando di caricare la Sacra Rota di cause che potrebbero essere già risolte in sede diocesana. 

Ad illustrare i documenti nell’ambito di un’apposita conferenza stampa ci saranno: Monsignor Pio Vito Pinto, decano della Sacra Rota e presidente della commissione speciale per la riforma del processo matrimoniale canonico; il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi considerato un “ bergogliano di ferro” , monsignor Dimitrios Salachas, esarca apostolico di Atene per i cattolici greci di rito bizantino, monsignor Luis Francisco Ladaria Ferrer, gesuita, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, monsignor Alejandro W. Bunge, prelato Uditore della Rota Romana e Segretario della Commissione speciale, il francescano padre Nikolaus Schöch,promotore di Giustizia Sostituto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e Segretario della Commissione speciale. 

Ancora poche ore e si conosceranno in proposito gli orientamenti papali, anche se a giudicare dagli interventi di Francesco sul tema della famiglia appare chiaro come la ricerca di soluzioni ai problemi dei divorziati risposati e di quanti chiedono l’annullamento di un vincolo matrimoniale, non potranno non tenere conto dell’esigenza prioritaria di salvaguardare il principio dell’indissolubilità del matrimonio. Perché Francesco più volte ha ribadito come il problema delle famiglie di oggi non sia preminentemente quello di “perdonare” i divorziati quanto piuttosto quello di combattere la cultura del provvisorio e le cause che impediscono il perdurare di legami stabili e duraturi fra coniugi. In una sola parola, l’istituto del matrimonio va rilanciato e salvaguardato, non rottamato come molti si augurano. 

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