Renzi rilancia: sì cancellazione Tasi, nì alle pensioni, no alla guerra

08 settembre 2015, Andrea De Angelis
Dopo l'intervento a Cernobbio e la chiusura della festa dell'Unità a Milano, Renzi apre la nuova stagione politica con una lunga intervista nel salotto di Porta a Porta.

Nella quale ribadisce che, dall'immigrazione alle riforme, fino alla politica economica, non intende deviare dalla via già tracciata, perché è "giusta" e "seria". Seria sul fronte internazionale, dove l'Italia tiene ferma la posizione sull'immigrazione ("Ora gli altri si stanno accodando") e non aderisce a iniziative "spot" come l'intervento militare in Siria che Francia e Inghilterra stanno studiano.

Giusta sul fronte interno, dalle misure economiche alla scuola ("Capisco la rabbia degli insegnanti ma parlare di 'deportati è ingiusto", afferma), alla riforma costituzionale che deve essere approvata al Senato "entro il 15 ottobre" ma non si può pretendere di "ripartire sempre daccapo".

Nel Pd, osserva il segretario, ci sono "tantissimi anti-Renzi": non solo Enrico Rossi, già pronto a sfidarlo per la segreteria, ma anche "Emiliano, Speranza, Bersani (che lo è 'ad honorem'), D'Alema che magari farà il 'king maker'". Con lui se la vedrà al congresso ("Auguri"), ma fino ad allora - assicura - le sue scelte da premier non saranno guidate dalla paura di perdere "la seggiola" o dal tentativo di tenerla: "Non cercherò accordi a tutti i costi". 

Di Ires si parlerà nel 2017 e di Irpef nel 2018. Ma un punto fermo resta: via nel 2016 la tassa sulla prima casa per tutti. Sulle pensioni, invece, il premier sembra prendere tempo. Ma andiamo con ordine. 

Per quanto riguarda la tassa sulla casa, si sa, il problema è sempre lo stesso: come non togliere le risorse ai Comuni? Renzi lo ha capito e per questo ieri da Vespa non solo non lascia, ma anzi raddoppia. 

"Daremo ai sindaci un assegno corrispondente al taglio dell'Imu e della Tasi". Una promessa mai sentita, dunque. Della serie: i cittadini non pagano, lo Stato paga al loro posto i Comuni. 

Venendo alle pensioni il punto è ormai noto: riuscire ad andare in pensione prima della scadenza, ma senza costi per lo Stato. Possibile? "Lo stiamo studiando" dice Matteo Renzi "ma si annuncia una cosa sulle pensioni solo quando si è sicuri di farla". E dunque, per il momento di certezze non ce ne sono, anche se il premier sostiene che entro qualche mese conta di rimettere in discussione le regole imposte dalla legge Fornero sulla previdenza. "Oggettivamente dobbiamo trovare un meccanismo per cui chi vuole smettere di lavorare un po' prima rinunciando a un pezzo di pensione possa farlo". 

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