Scattone docente di psicologia indigna i prof: tutta questione di interdizione...

08 settembre 2015, Americo Mascarucci
Scattone docente di psicologia indigna i prof: tutta questione di interdizione...
Ricordate Giovanni Scattone, l’assistente della cattedra di Filosofia del Diritto dell’Università di Roma “La Sapienza” condannato insieme al collega Salvatore Ferraro per l’omicidio della studentessa Marta Russo, uccisa da un proiettile partito dalla Facoltà di Giurisprudenza il 9 maggio del 1997?
 

Ebbene, se ne erano perse le tracce fino ad oggi che è tornato alla ribalta perché si è scoperto che andrà ad insegnare Psicologia ai ragazzi dell’Istituto professionale Luigi Einaudi di Roma. Merito della “Buona Scuola” a quanto pare. Infatti Scattone, che ha scontato la pena dopo due processi d’appello e un ricorso in Cassazione, ha potuto superare il concorso per la cattedra del 2012, anche perché a suo tempo la Suprema Corte ritenne di non applicare la pena accessoria di interdizione all’insegnamento. E così è potuto rientrare in ruolo tra i professori precari nella prima tornata di assunzioni della Buona Scuola. Dalla settimana prossima potrà insegnare materie come Storia della filosofia, Psicologia e Scienze dell’educazione. Come sarà accolto il professor Scattone dai genitori degli alunni dell’Istituto? C’è da scommettere che le polemiche non mancheranno, così come non mancarono quando l’ex assistente universitario svolse una supplenza in Storia e filosofia al Liceo Cavour di Roma, lo stesso dove aveva studiato la sua vittima Marta Russo. 

Le polemiche lo costrinsero a rinunciare all’incarico. Se la reazione di genitori ed alunni è ancora tutta da scoprire (anche se va detto che alla fine Scattone ha pagato e che è un suo diritto reinserirsi nella società) quella degli insegnanti che se lo sono visti passare davanti in graduatoria è invece già evidente in tutta la sua durezza. “Che io debba andare tutte le mattine a insegnare fuori Roma perché sorpassata da Giovanni Scattone – denuncia una collega neoassunta - lo trovo un paradosso, che stride con l’idea della buona scuola che ci era stata promessa e con la mia identità di cittadina e docente da sempre obbediente alle leggi. Ha il sapore di una beffa sapere che sarà proprio lui, condannato per l’omicidio colposo di una ragazza, a insegnare ai ragazzi la psicologia, cioè il meccanismo delle emozioni e dell’emotività". 

Insomma per Scattone lo “sconto pena” potrebbe non finire mai visto che è sempre vivo il ricordo di Marta Russo e della sua tragica uccisione. 

Una studentessa piena di entusiasmo e di tanta voglia di laurearsi, desiderosa di costruirsi un futuro che invece, stando alle risultanze processuali, ha visto spezzato il filo della vita da un gioco pericoloso quanto perverso. Un processo che per interi mesi ha diviso l’Italia fra innocentisti e colpevolisti e che nel caso di Scattone e Ferraro probabilmente di fronte all’opinione pubblica non è mai finito.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]