Profughi, Giulietto Chiesa: "Perché vengono da noi: tutto è iniziato 40 anni fa"

08 settembre 2015, Adriano Scianca
Profughi, Giulietto Chiesa: 'Perché vengono da noi: tutto è iniziato 40 anni fa'
"L'Unione europea è finita". È lapidario, il giornalista Giulietto Chiesa, nel giudicare l'atteggiamento dell'Ue sull'emergenza immigrazione. E a IntelligoNews spiega: "Aylan? Il sistema mediatico è falso, ma la foto ha commosso anche me".

Chiesa, l'Ue chiederà a Germania, Francia e Spagna di accogliere più di 70mila rifugiati. Dall'Italia se ne andranno in circa 40mila. C'è però sempre l'impressione che l'Europa arranchi, che ogni mossa sia una rincorsa a fatti che vanno più veloci. Ha anche lei questa impressione? 

«Assolutamente sì, è una situazione letteralmente insostenibile. È palese la totale impreparazione degli organi europei e non solo europei. Siamo nel panico perché dobbiamo rimediare a un ritardo di 40 anni». 

Cosa intende dire? 

«Le comunità ricche del pianeta hanno deciso di liberalizzare i capitali senza pensare che si sarebbe creata una situazione così, che invece era del tutto logica. Oggi i capitali si spostano spingendo un semplice bottone. Poi non ti puoi stupire se milioni di persone si trovano fuori dal luogo in cui sono nate e cresciute. Ci chiediamo sempre come ospitarli, dovremmo chiederci come mai si muovono. E la risposta è: per un collasso del nostro sistema economico».

Cosa ci dice questa situazione sull'Europa? 

«Che l'Europa non è unita. Ci sono due o tre Europe, ciascuna con la propria idea di cosa sia la comunità europea. Ciascuno va per conto suo. Inoltre una parte dell'Ue è entrata nell'unione con un'idea sbagliata di cosa sia l'Europa. Se si sta in Europa è perché si crede in determinati valori, tra cui anche la solidarietà, non certo per l'Euro. Ebbene, una decina di Stati non ha la minima idea di questi valori. E questa è la fine dell'Europa, di cui presto ci renderemo conto»

La Merkel apre le frontiere della Germania ai profughi: solidarietà o semplice ricerca di nuova manodopera immigrata? 

«C'è anche questa seconda componente, senz'altro. Del resto io ho fatto l'europarlamentare e già diversi anni fa si diceva che, dato il nostro tenore di vita e la nostra denatalità, presto avremmo avuto bisogno di 20 milioni di immigrati. Si diceva proprio così: 20 milioni. Quindi si sapeva che ne avremmo avuto bisogno. Nel caso della Merkel, tuttavia, credo che sia stata soprattutto una scelta politica. In questa situazione o si prende atto del disastro o si dà un esempio. La Merkel ha dato l'esempio, con una scelta che condivido». 

La foto di Aylan ha commosso il mondo. L'emozione veicolata dai media non è però sempre un po' selettiva e ipocrita? 

«Naturalmente in parte c'è anche questo aspetto di ipocrisia dell'Occidente. Il sistema mediatico è falso e produce falsità. Detto questo confesso che io ne sono stato ugualmente colpito. Come padre, quella foto mi ha emozionato e credo che sia stata un momento di catarsi per molte persone. Quindi, in generale, credo che l'effetto sia stato positivo».
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