Crisi Hanjin: una flotta fantasma coreana mina l'economia mondiale

08 settembre 2016 ore 9:05, Adriano Scianca
Si diceva una volta che l'essenza della globalizzazione era data dal proverbiale battito d'ali di una farfalla che genera un uragano dall'altra parte del mondo. La flotta di 85 navi portacontainer della Hanjin è un po' più ingombrante di una farfalla, ma la logica è la stessa. Il colosso dello shipping coreano ha dichiarato bancarotta e ora nessun porto accetta più questi giganti del mare. Due di queste navi sono bloccate fuori dal porto californiano di Long Beach con a bordo 38 milioni di dollari in componenti per elettrodomestici Samsung. La fermata in un porto per lo scarico costa in media 35mila dollari, ma nessun operatore aeroportuale scarica le merci per un cliente che non può pagare. 

Crisi Hanjin: una flotta fantasma coreana mina l'economia mondiale
Il governo di Seoul ha garantito un prestito straordinario di circa 90 milioni di euro per tamponare l'emergenza. Intanto gli avvocati lavorano per ottenere l'accesso delle barche in una cinquantina di porti. Ma il commercio mondiale trema: Hanjin è uno dei maggiori shipper al mondo e secondo le stime degli analisti ci sono merci per 14 miliardi di dollari pronte per la spedizione che dovranno essere spedite a destinazione con altri mezzi. “I nostri mercantili sono diventati navi fantasma. Ormai su quelli navi in mezzo al mare scarseggiano acqua e viveri”, ha dichiarato il sindacato che rappresenta i lavoratori di Hanjin shipping. 

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