Regeni, oggi egiziani a Roma. La mamma: "Italiani non riescono a immaginare sua tortura"

08 settembre 2016 ore 11:39, Andrea De Angelis
Oggi e domani a Roma è previsto un nuovo incontro tra magistrati italiani e quelli egiziani che indagano sulla morte di Giulio Regeni, il ricercatore friulano trovato trovato senza vita il 3 febbraio scorso sulla strada che collega il Cairo con Alessandria. Al vertice parteciperanno il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, il pm Sergio Colaiocco e per gli egiziani il procuratore generale Nabil Ahmed Sadek e il team di tre magistrati egiziani.

Sono previste tre sessioni di lavoro, tra giovedì pomeriggio e venerdì. Tra i temi che verranno toccati ci sono anche i tabulati telefonici integrali e chiesti a suo tempo dai pm di casa nostra. Ed i magistrati della Capitale hanno ricevuto proprio nelle ultime ore carte e documenti dall'università di Cambridge e dal college di Girton. Elementi utili per ricostruire in maniera complessiva l'impianto del lavoro di ricerca fatto da Regeni. 
Nel frattempo, purtroppo, emergono anche nuovi particolari sulla orribile morte del ricercatore italiano, per il quale più volte il web si è mosso e la cui fine ha indignato (abbastanza?) l'opinione pubblica.

Regeni, oggi egiziani a Roma. La mamma: 'Italiani non riescono a immaginare sua tortura'
Sono 221 pagine le di relazione del professor Vittorio Fineschi, da mesi a disposizione anche delle autorità del Cairo, sulle condizioni del corpo di Giulio. Perché - come ora dicono i suoi genitori - "è stato il suo corpo, riconoscibile solo dalla punta del naso, a rimandare indietro ogni depistaggio. A stroncare il tentativo di accreditare che fosse drogato o vittima di un incidente stradale"
Cinque i denti fratturati. Rotte anche le due scapole, l'omero destro, il polso, le dite delle due mani e dei due piedi, con entrambi i peroni distrutti. Ovunque ci sono segni di tagli e bruciature. "Si possono ipotizzare - si legge ancora nell'autopsia come riportato da Repubblica - che lo abbiano colpito con calci, pugni, bastoni, mazze" per poi scagliarlo ripetutamente a terra o contro alcuni muri. "Alcune lesioni cutanee - concludono i medici legali - hanno caratteristiche che depongono per una differente epoca di produzione avendo un timing differenziato". Tradotto: Giulio è stato torturato ripetutamente, a distanza di giorni.
E sempre sul noto quotidiano sono riportate le parole dei genitori di Giulio. "So che per chi vive in Italia non esiste sistema cognitivo ed emotivo per anche solo riuscire ad immaginare cosa sia successo a Giulio. Ma il suo corpo parla". E attaccano: "Sono dei professionisti della tortura".
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