Come fare sesso al tempo di Zika: le nuove regole dell'Oms

08 settembre 2016 ore 16:04, Americo Mascarucci
Sale da 8 settimane a sei mesi il periodo in cui è consigliato fare sesso sicuro per gli uomini di ritorno dalle aree infettate dal virus Zika.
L'’Organizzazione mondiale della Sanità, fa sapere che questa via di trasmissione – seppur secondaria rispetto al morso delle zanzare infette della specie Aedes – è molto comune. 
L’organizzazione quindi ha diffuso nuove linee guida per la prevenzione della trasmissione del virus a seguito di rapporti sessuali, valide tanto per i Paesi interessati dall'epidemia quanto per quelli in cui i casi di infezione sono solo importati. 
Il periodo raccomandato durante il quale praticare sesso sicuro per gli uomini di ritorno da aree in cui la trasmissione del virus è attiva, sebbene non presentino sintomi, sale da 8 settimane a 6 mesi, una durata pari a quanto suggerito ai maschi con infezione sintomatica. La raccomandazione è valida anche per le donne, con o senza sintomi. 
L'aggiornamento si basa sui risultati degli ultimi studi sulla trasmissione sessuale del virus. 
In particolare nelle ultime settimane sono stati verificati contagi da maschi asintomatici a femmine e da femmine sintomatiche a maschi ed è stato visto che il virus può rimanere nello sperma molto più a lungo del previsto, anche sei mesi, come dimostrato da uno studio dell'istituto Spallanzani di Roma. 
Sul fronte dell'epidemia l'attenzione ora si è spostata da Sud America all'Asia, con i casi documentati a Singapore e nelle Filippine. L'Indonesia ha dichiarato che non ha le risorse economiche per fare i test che individuano il virus a tutte le persone sospettate di essere infette. 

Come fare sesso al tempo di Zika: le nuove regole dell'Oms
Ma non è tutto.
Il virus Zika può colpire anche l'occhio e nascondersi nelle lacrime. La scoperta, fatta nei topi, potrà aiutare a migliorare la prevenzione sull'uomo. Spiegherebbe inoltre perché il 10-15% delle persone colpite dal virus si ammala di congiuntiviti e uveiti. 
Pubblicata sulla rivista Cell Reports, la scoperta di deve al gruppo della Washington University di St. Louis guidato da Jonathan Miner. Per capire l'effetto di Zika sugli occhi, gli studiosi hanno infettato dei topi adulti sotto pelle, in un modo simile a quanto fanno le zanzare con l'uomo. Il virus e' risultato attivo e capace di provocare sintomi negli occhi fino a 7 giorni dopo l'infezione, ma non oltre. 
Le lacrime invece, pur conservando tracce del materiale genetico del virus, non erano infettive 7 giorni dopo l'infezione.

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