Ludopatia, celiachia e piano vaccini: ecco le novità dei Lea

08 settembre 2016 ore 16:50, Americo Mascarucci
"Abbiamo i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), il nuovo nomenclatore per le protesi ed il nuovo piano vaccini". 
Lo ha annunciato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al termine della Conferenza Stato-Regioni che ha dato oggi il via libera definitivo ai nuovi Lea, le cure e le prestazioni garantite gratuitamente ai cittadini. 
I nuovi Lea, dopo il previsto passaggio in Parlamento e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, dovrebbero essere operativi entro l’anno. 
"Per i nuovi Lea sono confermati 800 milioni di finanziamento - ha detto Lorenzin - questa cifra ci sarà anche l'anno prossimo e quelli successivi dato che si tratta di una misura strutturale e non una tantum. Inoltre ci sarà un meccanismo di aggiornamento e le Regioni potranno aumentare le risorse all'interno del Servizio sanitario nazionale grazie ai risparmi che si faranno da altre parti, come sulle centrali uniche di acquisto.
Nei nuovi Lea rientrano il nuovo nomenclatore per le protesi e gli ausili, ma anche il piano vaccinale, lo screening neonatale, la fecondazione assistita omologa ed eterologa (comprese le prestazioni che precedono l’accesso alle tecniche) e la cura per l’endometriosi. E poi ancora, la dipendenza dal gioco d’azzardo e le cure per l’autismo, la terapia del dolore (con l’anestesia epidurale per il parto). 

Ludopatia, celiachia e piano vaccini: ecco le novità dei Lea
Altri importanti cambiamenti sono legati alle malattie rare: i nuovi Lea comportano infatti una revisione dell’elenco, che prevede l’inserimento di oltre 110 nuove patologie, ad esempio la sarcoidiosi, la sclerosi sistemica progressiva e la miastenia grave. 
Con la revisione dell’elenco delle malattie croniche vengono introdotte 6 nuove patologie tra cui alcune di tipo renale e l’osteomielite cronica. 
La celiachia cambia classificazione e diventa una malattia cronica, non più una rara. 
La presidente dell’ordine nazionale dei Medici Fnomceo Roberta Chervesani plaude al provvedimento: 
"Noi – dice – abbiamo lavorato proprio per far sì che questi Lea nascessero con la maggior correttezza e disponibilità nei confronti dei pazienti e che fossero anche appropriati, ma senza gravi vincoli di appropriatezza che mettessero il medico in difficoltà . Mi auguro che ci possa essere una applicazione il più possibile omogenea" ha concluso. 
 


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