Amatrice, appello della Protezione civile ai media: “Meglio gli hotel delle tende”

08 settembre 2016 ore 14:14, Luca Lippi
Mentre si attende la valutazione dell’agibiltà delle case rimaste in piedi, condizione necessaria e sufficiente per determinare il numero definitivo delle persone considerate “sfollati”, velocemente avanza l’esigenza di spostare le persone dalle tendopoli a causa dell’incedere di un naturale peggioramento delle condizioni climatiche che renderebbe complicata la sopravvivenza in tenda.
4500 sono attualmente le persone assistite nelle tendopoli, tuttavia il capo della Protezione civile dichiara che la situazione è  complessa “abbiamo una difficoltà pratica di una popolazione che dopo 14 giorni non è pronta ad andare via”.
Precisa Curcio nel corso di un’audizione in Commissione Ambiente della Camera dedicata al Terremoto che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto scorso che ha provocato 296 vittime: “Il numero delle persone in tenda è destinato a diminuire perché molti degli sfollati stanno aspettando la valutazione di agibilità delle case”. Tuttavia c’è il problema concreto delle centinaia di persone che non intendono abbandonare i luoghi del disastro, a tale proposito Curcio dice: “su Accumoli c’è voglia e tendenza di spostarsi verso le aree di San Benedetto del Tronto e da ieri è iniziato il primo spostamento. Su Amatrice si sta ragionando perchè c’è una quota parte disposta ad andare ma molti vogliono rimanere . Ad Arquata sono in corso una serie di incontri per capire bene qual è il sentimento della popolazione sulla loro sistemazione”.
Spiega ancora il Capo del Dipartimento della Protezione Civile: “la parte umbra ha retto bene. A dimostrazione che, laddove si costruisce con criteri antisismici, le strutture non crollano”.

Amatrice, appello della Protezione civile ai media: “Meglio gli hotel delle tende”

Prosegue nella determinazione delle rilevanze oggettive: “La tipologia edilizia non ha uniformità e quindi, al di là delle zone dove ci sono stati crolli completi, la valutazione del danno è molto difficile proprio per questa differenza che c’è. Ci attende un percorso molto lungo, e ribadisco che in questo momento il sistema ha dato una buona prova in termini di risposta. Ad oggi abbiamo avuto oltre 6mila repliche, una forte attività dunque che continua a pesare sulle persone che vivono nel luogo colpito dal sisma. Ad oggi sono 295 le vittime. Si sta continuando a scavare e oggi è il quattordicesimo giorno dopo il sisma quindi se da una parte stiamo parlando di ricostruzione dall’altra stiamo ancora scavando. Quindi faccio un invito a razionalizzare un po’ le fasi. In questo momento c’è un’area ad Amatrice in cui si sta ancora scavando, per noi è ancora soccorso. È evidente che non ci aspettiamo di recuperare persone vive ma è evidente che il recupero delle vittime è altrettanto importante”.
Riguardo l’impianto di costruzioni idonee a accogliere i terremotati nell’immediato futuro in attesa che sia loro restituito il luogo della loro quotidianità, Curcio dice: “Per la realizzazione delle abitazioni provvisorie abbiamo stimato 7 mesi: si tratta di case con tutti i servizi, per le quali bisogna però creare urbanizzazione. In corso a tal proposito la valutazione geologica delle aree in corso e dei fabbisogni dei nuclei familiari da parte dei Comuni. Queste attività al momento riguardano solo le aree rosse. Sono ancora da fare le verifiche per le altre aree. Lo Stato darà un contributo di 200 euro a persona per un massimo di 600 euro a famiglia per chi si sistema da solo, presso parenti o stipulando autonomamente contratti d'affitto”.
La preoccupazione maggiore per il capo della protezione civile rimane la volontà di gran parte degli sfollati di non abbandonare i luoghi del sisma esprimendo la volontà di poter rimanere nelle tende se non si riesce a creare condizioni più adatte all’incedere della stagione fredda. A tale proposito Curcio dice: “Alcuni cittadini preferiscono la tenda all'idea di spostarsi in un hotel a Rieti  e a tal proposito temo molto gli organi di informazione, che invito, nel sottolineare le difficoltà nelle tende, a tenere conto che molti non vogliono lasciarle. Chi ha un'azienda agricola sarà sistemato in un container nel proprio terreno dopo le opportune valutazioni alluvionali e geologiche”. 
Riguardo la strategia messa in campo dal governo per la gestione del post terremoto dice: “Ho accolto molto bene la nomina di  Vasco Errani, che sta già lavorando insieme a noi. Con lui ho lavorato già in Emilia. Penso che avendo scritto le normative di protezione civile in tempo di pace e sommandoci l'esperienza di questi giorni avremo a breve dei decreti delegati efficienti ed efficaci. Con il ministro Delrio abbiamo fatto dal primo giorno una rapida ricognizione delle aree e lo stesso presidente del Consiglio è giunto il 24 stesso. Il Comitato Operativo, partito da subito, è stato poi sciolto il 28 agosto e da lì ha avuto inizio il lavoro della Dicomac di Rieti. Da segnalare anche l'accordo stipulato con gli operatori telefonia mobile ha portato 13 milioni e mezzo di euro. Abbiamo realizzato un collegamento importante con Bruxelles. Non abbiamo avuto necessità di supporto tecnico di squadre che provenissero dall’unione ma abbiamo attivato il meccanismo del fondo europeo per recuperare risorse da utilizzare nella primissima fase dell’emergenza. In ambito internazionale abbiamo lavorato in sinergia con il ministero degli Esteri dal momento che sono 18 i cittadini stranieri tra le vittime. Sono state attivate in Europa filiere informazioni, su tutte Copernicus, per la mappatura dei danni, di cui l'Italia è leader nel continente”.
Non ha dimenticato di offrire un elogio anche alle Istituzioni locali che non si sono sottratti alla partecipazione solidale con le popolazioni colpite dal sisma: “Ottima l'intesa con Anci, Regioni, istituti di ricerca e associazioni di volontariato per un totale di oltre 5000 persone scese in campo. Nell'emergenza abbiamo messo a frutto pianificazioni su cui abbiamo lavorato per anni come il Programma Nazionale di Soccorso. Le temperature si stanno abbassando e sta piovendo molto anche per ore e ore di seguito: c'è dunque urgenza di spostare le persone".

autore / Luca Lippi
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