Proprio oggi riappare Bossi in aula: nostalgia del suo grillismo ante litteram?

09 aprile 2013 ore 16:21, Domenico Naso
Proprio oggi riappare Bossi in aula: nostalgia del suo grillismo ante litteram?
Claudicante, un po’ stanco, ma Umberto Bossi è tornato in aula alla Camera. Nel giorno dell’occupazione da parte dei grillini, ha rifatto capolino in Parlamento, dove non si vedeva da un po’, il grillino ante litteram.
Reduce dalle tensioni e dalla rissa sfiorata a Pontida tra bossiani e maroniani, il Senatur tenta di rilanciarsi sullo scacchiere politico, nonostante il nuovo corso leghista lo abbia relegato ai margini. Dal pratone di Pontida, Bossi aveva tuonato senza tanti giri di parole, come al solito: “Non c’è un rischio scissione nella Lega. Ma deve esserci più democrazia interna o il rischio diventerà reale...”. Un messaggio chiaro a Roberto Maroni e alla nuova dirigenza del Carroccio impegnata nell’epurazione dei fedelissimi bossiani. La distanza maggiore con il neogovernatore della Lombardia riguarda proprio il coinvolgimento leghista negli affari romani. Maroni vorrebbe starne fuori quanto più possibile, Bossi la pensa esattamente all’opposto. E la sua presenza alla Camera di oggi è la conferma di un rinnovato protagonismo. L'ex segretario non è stato avaro di dichiarazioni, a 360 gradi, sulla situazione politica: "Se fossi Berlusconi, darei i miei voti a Bersani". E al Quirinale? Per Bossi, "Franco Marini sarebbe il meno peggio". Infine, sulla polemica interna alla Lega: "All'incontro di Pontida i fascisti di Verona sono venuti per menare. E hanno menato anche le donne. Il congresso veneto è necessario e non so se Maroni è d'accordo con me". E anche Tosi è servito. Reggerà la tregua armata in via Bellerio?
autore / Domenico Naso
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