Becchi difende Grillo: «L'occupazione è una lotta di liberazione dal sistema»

09 aprile 2013 ore 18:53, Francesca Siciliano
Becchi difende Grillo: «L'occupazione è una lotta di liberazione dal sistema»
La furia grillina impazza in Aula. I cittadini-eletti occupano il Palazzo perché a più 40 giorni dalle elezioni, oltre a non esserci un nuovo governo il Parlamento non è operativo e le commissioni non ancora designate. «Professor Becchi, come va?». Inizia così, in maniera semplice e informale, la conversazione pimpante del professore vicino ai grillini con IntelligoNews. «Come starebbe qualsiasi italiano: deluso da tutto quello che sta succedendo». Ci spiega cosa sta succedendo? «Mi sembra evidente: nel nostro Paese c'è una democrazia sospesa. Il governo in prorogatio c'è, così come ha dichiarato anche Napolitano. C'è anche un Parlamento pienamente operativo, così come è indicato dalla nostra Costituzione. Il tentativo di bloccare l'attività parlamentare è un grave attentato alla democrazia. E gli artefici sono Pd, Pdl e Scelta Civica. La nostra vita politica ormai è divisa tra il MoVimento 5 Stelle che vuol creare qualcosa di nuovo e un establishment precostituito che non intende retrocedere di un centimetro. Su nulla». La frase «o commissioni o golpe» non è un po' forte? «Può sembrare troppo forte l'accezione “golpe”. Ma i golpe non si fanno solo con i militari, anche bloccando il funzionamento dell'organo più importante di una democrazia parlamentare. Lei lo sa qual è?» Il Parlamento. «...e la sua centralità. Se alcuni partiti ne bloccano il funzionamento - prima attraverso i presidenti di Camera e Senato, poi con i capigruppo - e non danno la possibilità di creare le commissioni... come si può non usare la parola golpe?» Ci vuole un governo? «Se un governo è necessario perché ce lo chiede l'Europa, ma al contempo si legano le mani al Parlamento impedendogli qualsiasi tipo di attività, torno a ripetere: è un attacco alla democrazia. Se fossimo in un Paese civile le piazze domani dovrebbero essere piene perché si sta mettendo in discussione un fondamento del nostro ordinamento costituzionale». Ci sarà una protesta di piazza domani? «Se i giornali di regime e i partiti che li sostengono non scriveranno nulla (o meglio: scriveranno quello che gli verrà imposto)... no: domani non ci sarà alcuna reazione». Sarà un'occupazione simbolica quella dei grillini? «Sarà un'occupazione simbolica. Ma se non vi fosse un seguito nessuno capirebbe la gravità e l'urgenza che Napolitano, sia da un punto di vista formale sia sostanziale, dovrebbe capire. Noi chiediamo soltanto che il Parlamento possa lavorare, la cosa più normale in una democrazia. Mica siamo qui ad invocare la rivoluzione bolscevica... Si rende conto che tutto questo è un paradosso?» Perché? «Perché il MoVimento 5 Stelle, che è un'organizzazione rivoluzionaria, è costretta a difendere le regole fondamentali della democrazia, quelle che tutti gli altri partiti stanno ostacolando. All'estero non capirebbero, non ci crederebbero. Anzi, si chiederebbero “quando inizierà a lavorare il Parlamento italiano?”. E cosa dovremmo rispondere noi? Tra tre-quattro mesi, forse. Quando ci sarà un nuovo governo. E in tutto questo lasso di tempo chi lavorerà? Al di là dei costi della politica: sa quante persone, attualmente, stanno effettivamente lavorando in Parlamento? Quarantacinque. Solo quarantacinque persone facenti parte delle commissioni speciali su oltre mille deputati. Quindi stiamo pagando oltre 900 persone per non fare un cazzo. Una situazione del genere è sconcertante: neanche in Uganda!» Non dovremmo andare avanti così per molto tempo, tra pochi giorni verrà nominato il presidente della Repubblica e da lì, dovrebbe essere tutto in discesa... «Ma infatti non siamo senza governo: questo governo è dimissionario ma in prorogatio. Appunto per questo la protesta ha preso il via». I “saggi”? «Un modo per decantare la situazione. Non per dare un incarico, ma un mero escamotage per congelarlo». Gli spifferi dicono che Raffaele Guariniello potrebbe essere il candidato dei 5 Stelle al Quirinale. Ci sa dire qualcosa in più? «Credo sia molto difficile dirlo ora, ma visto il modus operandi del MoVimento la pre-nomina dovrebbe avvenire sul blog di Beppe Grillo: lì sono indicare per filo e per segno le regole. Gli attivisti avranno la possibilità di scegliere tra una decina di candidati e di questi dieci chi prenderà più voti sarà il candidato ufficiale. Mi sembra impossibile circolino già dei nomi». A proposito del blog. Come risponde alle polemiche nate sulla foto postata oggi con i tre colonnelli greci con i volti di Berlusconi, Bersani e Monti? «È chiaro che nessuno pensa che i golpisti greci siano equiparabili ai leader dei partiti italiani. Grillo ha semplicemente voluto indicare che siamo di fronte a un attacco della democrazia operata dai volti di quei signori. Non fermiamoci agli aspetti ironici sui quali Grillo ha voluto porre l'accento: il MoVimento per sua caratteristica è legato a questa iconografia non tradizionale» Ha avuto modo di sentire Grillo negli ultimi giorni? «Assolutamente no, io non ho mai sentito Grillo. Tra l'altro, visto che siamo qui, vorrei smentire questa voce in base alla quale io sono la voce del movimento o il guru del guru, o il nuovo ideologo. Alcuni giornali oggi parlavano di me come un personaggio da eliminare. De-gurualizziamoci, hanno detto. Basta: Grillo e Casaleggio li ho incontrati una sola volta. Il mio unico contatto con il MoVimento è con i militanti e gli attivisti di Genova, con lo storico meetup. Cerco di aiutarli, di consigliarli» Gli dà ripetizioni? «Ma no, no: mica siamo a scuola. Mi hanno chiesto dei pareri, dei suggerimenti. Anche solo per fare una chiacchierata sulle questioni riguardanti il presidente della Repubblica, o i presidente di Camera e Senato. Non sono mica il loro maestro... » Perché ancora non hanno infranto i muri nei confronti della stampa? «Perché molti giornalisti, specialmente quelli di parte, sono capaci di mettere in bocca parole che in realtà non sono state dette. Io posso permettermelo, sono simpatizzante del movimento non un attivista. Ma capisce bene che un neodeputato deve stare attento a ciò che dice. Ormai qualsiasi cosa detta viene male interpretata, strumentalizzata, modificata. Comunque mi sembra che ieri abbiano organizzato una conferenza, rispondendo a moltissime domande anche sulla questione dell'occupazione del Parlamento. Loro, tra l'altro, avevano già detto le proprie intenzioni. Ora tutti si stanno scandalizzando... » Come andrà avanti la protesta a partire da domani? «Vediamo cosa accade, se qualcuno si rende conto della gravità di questa situazione e ci sarò uno sbocco, bene. Altrimenti l'unica strada percorribile credo sia quella di chiedere un'udienza al Presidente della Repubblica. È lui il garante dell'ordinamento costituzionale, quello che adesso si sta violando». Poi? «In piazza, subito».
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