Def, Librandi (Sc) : ”L’arma letale di Renzi ha sparato un sugheretto”

09 aprile 2014 ore 10:17, Marta Moriconi
Def, Librandi (Sc) : ”L’arma letale di Renzi ha sparato un sugheretto”
«Il Def mantiene tutti gli impegni che ci eravamo presi, alla faccia dei gufi. Inizia a pagare chi non ha mai pagato. Si cambia verso». Ne è convinto il premier Matteo Renzi che, a poche ore dal via libera al Documento di Economia e Finanza, difende il provvedimento. Di tutt’altro avviso Gianfranco Librandi, deputato di Scelta Civica e imprenditore di successo che insiste, lungo tutta l’intervista con IntelligoNews, su un concetto: “Quella che doveva essere l’arma letale di Renzi ha fatto… pif, cilecca”. Insomma la montagna ha partorito un topolino, ma non c’è problema. Librandi concede altri 9 mesi per un nuovo parto: “A fine anno almeno la disoccupazione deve rientrare di un punto, altrimenti è troppo comodo”. Librandi, il Def è stato approvato e Renzi ha twittato il suo entusiasmo con gran convinzione. Ma qual è la sua opinione in base a quanto ha annunciato il premier? «L’arma letale ha fatto pif, come quando si spara con un fucile che ha il tappo. Insomma ha fatto cilecca. Non è accettabile che il Presidente del Consiglio proponga un Documento di Economia e Finanza avvertendo che quest’anno tutti gli indicatori saranno negativi: la disoccupazione crescerà, il deficit e il debito pubblico pure. Da qui a fine anno ci sono 9 mesi e lui ce la deve fare. Almeno faccia rientrare la disoccupazione di un punto, inverta la rotta altrimenti che senso ha? E’ inutile parlare di una prospettiva più positiva per l’anno prossimo, possono intervenire altri problemi a livello mondiale, come la crisi nei Balcani per esempio, e altre emergenze imponderabili. Noi di Scelta Civica ora vogliamo i risultati, e dato che in 9 mesi nasce un bambino, aspettiamo questo tempo perché accada almeno un lieto evento, tenendo presente che la priorità è il lavoro e combattere la disoccupazione». Ma intanto arriveranno 80 euro in busta paga… «Gli 80 euro con quali coperture? Prima di lui abbiamo avuto Giarda, Bondi, Canzio, tanti commissari della spending review hanno cercato di far fronte alle spese. Le coperture, lo sappiamo, non sono affatto sicure e questo si evince, per esempio, quando parla di una copertura legata all’Iva e a un meccanismo articolato di garanzia che riguarda la fatturazione delle aziende che devono ricevere i soldi dalla Pubblica Amministrazione. Sì, chissà quando lo Stato salderà il debito con le imprese attraverso un giro con la Cassa depositi e prestiti come dice Renzi…  nessuno ci è riuscito finora. A settembre? Poi diventerà ottobre, novembre...». Ma la ricetta di Scelta Civica qual è? «La nostra ricetta era ben diversa: occorre scommettere sul contrasto di interessi e sulla competitività delle aziende con accordi locali tra lavoratori, sindacati e imprenditori, tutti punti dell’Agenda di Scelta Civica. Ma lui che fa? Ci dà il taglio dell’Irap al 5%, che prima era al 10%.  E anche qui non si sa quando, quindi è probabile l’anno prossimo. Cominciano a sentir risuonare da lontano il suono di un’arma letale che sparerà un sugheretto».  Questo per quanto riguarda l’economia, e rispetto alla finanza? «Avverto che sono anni che gli swap, che sono uno degli strumenti moderni di copertura dei rischi più utilizzati dalle banche e che servono a tutelarci dal pericolo di un debito abnorme, risultano negativi. E’ chiaro che chi li gestisce non è ha dimostrato competenza. Mettiamo persone più competenti. E poi c’è dell’altro». Cosa dovrebbe fare ancora Renzi? «Come verranno decise le nomine di aziende pubbliche? E da chi? Dai suoi amici? Perché non dare vita ad un comitato di persone esperte. Speriamo che le persone siano scelte per merito e non per altre ragioni as usual». Ma non le piace proprio nulla di questi primi mesi “renziani”? «Sì, in materia di lavoro condivido la proposta del ministro Poletti sui contratti a tempo determinato senza causale sino a 36 mesi, 2 anni in più rispetto alla norme precedenti. Questo contratto darà una spinta alla propensione all’investimento degli imprenditori attualmente un po’ scoraggiati».  
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