Regionali Puglia, scendono in campo tutti gli uomini di Fitto

09 aprile 2015, Americo Mascarucci
Alla fine, “fitto, fitto” Raffaele l’ha spuntata e il Berlusca ha ceduto. 

In Puglia tutti gli uomini di Fitto saranno ricandidati, alla faccia del ripulisti auspicato dall’ex Cavaliere nel tentativo di disinnescare la mina ritenuta vagante dell’uomo forte di Forza Italia in Puglia. “Il Ridotto della Valtellina” è crollato, il tentativo di Berlusconi di resistere asserragliato nel “bunker” di Arcore con i suoi fedelissimi all’assalto dei
Regionali Puglia, scendono in campo tutti gli uomini di Fitto
ricostruttori di Fitto e ribaltare le sorti della partita a proprio vantaggio sono falliti e all’ex premier non è rimasto che trattare la resa: e che resa! In pratica tutti gli uomini di Fitto che Berlusconi voleva rottamare saranno in campo con Forza Italia, condizione essenziale per impedire la rottura con i ribelli e dunque la sicura sconfitta del centrodestra in una regione che l’ex Cavaliere punta invece a riconquistare. 

Ormai da mesi Berlusconi non riesce più a controllare il partito e a frenare l’emorragia di consensi e di personaggi illustri dal partito. L’ultimo ad andarsene in ordine di tempo è stato Sandro Bondi, uno che fino a qualche anno fa nessuno avrebbe immaginato in rotta di collisione con Silvio. Lui che Berlusconi lo ha difeso a spada tratta nei contesti più difficili, affrontando a testa alta le trasmissioni più ostili subendo spesso gli insulti e lo scherno del pubblico per una fedeltà ostentata con fierezza, ha sbattuto la porta e se ne è andato non senza aver prima denunciato la crisi “politica e morale” del partito, portandosi dietro la senatrice e compagna di vita Manuela Repetti. 

Berlusconi ha tentato di affrontare l’uscita di Bondi con sufficienza e sarcasmo, così come in passato aveva affrontato quella dell’ex portavoce Paolo Bonaiuti. Due personalità, Bondi e Bonaiuti, che tanta lealtà avevano riposto nel Cavaliere mettendosi al suo servizio, ripagati dalla stima e dalla fiducia del capo, poi improvvisamente emarginati dall’avanzata di un “cerchio magico” che ha di fatto escluso sempre di più i fedelissimi di un tempo per favorire l’ascesa di nuovi collaboratori. Anche la strada di Fitto sembrava segnata, emarginato e screditato, privato dei suoi fedelissimi, azzoppato e costretto ad un esilio in solitaria. A differenza di Bondi che ha dovuto sbattere la porta per farsi sentire, il ras degli azzurri in Puglia ha fatto valere fino in fondo il suo potere, l’elevato numero di preferenze personali raccolte alle ultime elezioni europee che hanno determinato la sopravvivenza di Forza Italia consentendole di non annegare, ha minacciato di correre da solo alle regionali con una propria lista e asfaltare definitivamente gli uomini di Berlusconi, ad iniziare dal commissario regionale Vitali che l’ex premier ha imposto contro il territorio. 

L’ex Cav deve essersi fatto due conti rendendosi conto che, per una volta, i sondaggi non andavano nella direzione da lui auspicata, che l’eventuale rottura di Fitto di danni ne avrebbe procurati tanti; non sarebbe stata affatto indolore, bensì dolorosissima fino a rischiare di far sparire del tutto il partito in Puglia. Così la resistenza si è spenta, il pugno di ferro è diventato piuma, il desiderio di epurazione di Fitto e company coltivato dal cerchio magico ha dovuto cedere il passo al realismo. Senza Fitto in Puglia non si vince e non basta più il capo in campo come un tempo per far risalire i sondaggi negativi, per recuperare i consensi in fuga e rivitalizzare il partito in coma. Berlusconi non è più il capo indiscusso ed indiscutibile. 

Il berlusconismo come è stato conosciuto in tutti questi anni non esiste più, è annacquato, è come un fascismo da ultimi giorni di Salò. Il “Re Sole” è costretto a cedere all’opposizione interna al partito, non può più permettersi di mostrare i muscoli come fece con Fini cinque anni fa, buttandolo fuori dal partito quasi con soddisfazione e scatenando giornali e televisioni contro di lui. Il potere di un tempo non c’è più, è evaporato, perché oggi il Re Sole è costretto a scendere a miti consigli se non vuole ritrovarsi ad essere un Re solo. Americo Mascarucci
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