Tonelli (Sap): “Su De Gennaro un triplo pesismo. Perché sono bagarre di bottega Pd”

09 aprile 2015, Andrea Barcariol
Attacca il “triplo pesismo” italiano sulle sentenze e giudica le frasi di Orfini su De Gennaro come una
Tonelli (Sap): “Su De Gennaro un triplo pesismo. Perché sono bagarre di bottega Pd”
guerra interna nel Pd. Questo il pensiero di Gianni Tonelli, Segretario Generale del sindacato di Polizia Sap, intervistato da IntelligoNews.

De Gennaro fu assolto dalla Cassazione per l’accusa di falsa testimonianza e istigazione per i fatti della Diaz. Oggi però sono in molti a invocarne le dimissioni da presidente di Finmeccanica. Pensando anche alla vicenda Lupi, non crede che l’espressione “opportunità politica” stia diventando un po’ pericolosa?

«C’è un triplo pesismo italiano. Se io mi permetto di non condividere alcune sentenze, vengo aggredito perché non posso mettere in discussione il giudicato. Rispettare le sentenze, però, non significa condividerle ma uniformarsi ai loro disposti. In questo caso, proprio quegli ambienti che molte volte mi hanno aggredito per aver discusso le sentenze sui miei colleghi, oggi tirano fuori ciò che fa parte della storia passata. Tutti si sono fatti un’idea di ciò che è successo alla Diaz, c’è stato un lunghissimo dibattito e De Gennaro è stato assolto. Io sono costernato per quello che accadde con una città messa a ferro e fuoco per tre giorni. Qualcuno ha commesso degli errori? E’ verosimile pensare di sì, la sentenza di Strasburgo certifica questo, ma andare a ritirare fuori gli spettri non so a cosa serva. Io guardo avanti e dico “Cosa dobbiamo mettere in campo per evitare che queste cose non accadano più?” La prima cosa sono le videocamere in ogni ambiente di polizia e su ogni operatore. In modo di giudicare sulla realtà oggettiva».


Orfini ha detto: “De Gennaro a Finmeccanica è una vergogna”. E’ partita la caccia a un’altra poltrona prestigiosa?


«Non escludo che dietro ci siano bagarre di bottega come ci sono state per l’attacco ai miei colleghi sulla manifestazione per le acciaierie di Terni qui a Roma».

Crede ci sia una guerra interna al Pd?

«Dietro queste polemiche ci possono essere mille obiettivi, per me questi sono sempre stracci in casa Pd. E’ chiaro che c’è una sinistra più radicale che cerca di mettere in difficoltà il Presidente del Consiglio. Renzi non devo difenderlo io, che lo attacco sempre sulle politiche per la sicurezza, ma obiettivamente tutta questa vicenda mi sembra troppo a orologeria».

Vendola disse di De Gennaro, quando lo scorso anno fu nominato presidente della Fondazione Ansaldo: “E’ intoccabile, qualunque stagione politica si sussegua nel nostro Paese sullo sfondo c’è un ruolo monumentale per lui”. Cosa pensa di questa frase?

«Io pur essendo un misero sindacalista, senza immunità o potentati che mi difendono, quando lancio un’accusa, cerco di dettagliarla in maniera magari scomoda e antipatica. Lanciare il sasso in questo modo mi fa vomitare. Che significa intoccabile? Chi è che garantisce l’intoccabilità? Sei il leader di un movimento politico in Parlamento puoi parlare tu o far parlare i tuoi, hai anche il Presidente della Camera, allora se sai qualcosa dilla».

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]