De Gennaro, Mineo (Pd): “Orfini si scopre rottamatore e Serracchiani fa l'oracolo della Sfinge Renzi"

09 aprile 2015, Lucia Bigozzi
De Gennaro, Mineo (Pd): “Orfini si scopre rottamatore e Serracchiani fa l'oracolo della Sfinge Renzi'
“Orfini si scopre rottamatore ma non basta dire l’avevo detto: lui è presidente del Pd, riferisca cosa dice il segretario del suo partito sulla vicenda di Genova. E' l'oracolo della Sfinge’ Serracchiani che dice che Orfini parla a titolo personale però sarebbe meglio che De Gennaro facesse un passo indietro…”. E’ un Corradino Mineo battagliero più del solito, il senatore ‘dissidente’ dem che nell’intervista a Intelligonews ripercorre la vicenda Diaz e non esita a bollare come mediatica la politica a colpi di tweet. 

Caso De Gennaro, lei che idea si è fatto?

«L’idea è quella della storia della Diaz e poi di Bolzaneto che é stata una vergogna per il nostro Paese; mi sono fatto l’idea che allora si volle nascondere la realtà, ovvero che ci furono sicuramente responsabilità politiche, magari non dirette, ricordiamo il governo che dette la versione della provocazione alla Diaz o il tentativo di produrre prove false. Una pagina oscura e terribile. De Gennaro rappresenta la continuità del potere bipartisan: da collaboratore di Falcone a capo della Polizia nominato mi pare da Amato, poi commissario dei Rifiuti nominato da Berlusconi, poi sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi durante il governo Monti, confermato da Letta e poi da Renzi come presidente di Finmeccanica. Ha ragione Cantone quando dice che non è giusto addossare a De Gennaro le responsabilità di tutti ma è altrettanto vero che in questa vicenda noi abbiamo mancato per 14 anni. Quindi più che fare polemiche su twitter dovremmo cambiare verso, ma fare una vera indagine».

Pensa alla commissione parlamentare di inchiesta?

«Alla Commissione parlamentare di inchiesta io non credo, basterebbe fare una seria legge contro la tortura, che il governo prendesse provvedimenti sulla corruzione e i tempi della corruzione molto netti e certi, che il governo non scegliesse persone che hanno ombre nel loro passato. Dopodichè, ci può stare anche la richiesta a De Gennaro di un passo indietro, ma in questo contesto, altrimenti è un gioco mediatico»

Ha ragione Orfini o no?

«Orfini rivendica un suo primato, lo faccia pure ma lui è il presidente del partito e dovrebbe dire che fa il Pd sulla vicenda di Genova, non basta dire io l’avevo detto, dimmi cosa dice il tuo segretario. E l’oracolo della Sfinge Serracchiani che dice che Orfini parla a livello personale però De Gennaro forse sarebbe bene si dimettesse? Mi pare tutto un metodo per stare sui giornali. Nessuno parla di Panella, ma lui racconta da solo la realtà delle carceri italiane e un Paese si giudica da questo. Sulla questione tortura rilevo che buona parte della destra, anche di governo, non capisce che ogni violenza nei confronti di un cittadino è tortura; poi alla Diaz e a Bolzaneto si è superato ogni limite, ma qualunque violenza fatta su un cittadino a disposizione dello Stato è tortura. Nel momento in cui lo Stato prende in consegna un cittadino non deve e non può toccarlo»

Dica la verità: le polemiche su De Gennaro sono un nuovo problema tutto interno al Pd, tra maggioranza e minoranze?

«Ci sono due aspetti. Intanto c’è un posizionamento interno che possiamo ritenere sia cominciato: Speranza che fa appelli a Renzi perché si fermi sulla legge elettorale, Orfini che si scopre rottamatore, Fassino che diventa il leader della protesta dei Comuni sul Def. Tutto questo è posizionamento interno. Poi l’aspetto di interesse generale è che questa politica è ancora una politica fatta sui media, non seguono i fatti agli annunci. E in fondo, siamo tutti noi a stare dietro a questo gioco mediatico. Posso dirle una cosa per il futuro?».

Una previsione? Cosa? 

«Credo che alla fine Renzi riuscirà a far approvare alla Camera l’Italicum così com’è; alcuni del Pd lodevolmente voteranno contro o non voteranno, ma poi a legge approvata qual è la situazione che avremo di fronte? Andremo a votare il prossimo anno: che bello, ma ci andiamo con una legge elettorale che per cinque anni mette il Parlamento tra parentesi; accadrà che ci sarà un solo partito e un solo premier, un Parlamento succube. Il confronto diventerà extraparlamentare e le cronache del Palazzo saranno notizie su un interminabile rimpasto perché senza un’alternativa vera le varie cordate interne ai partiti chiederanno rimpasti a ripetizione: se questo è il nuovo, preferisco il vecchio»

Torniamo al tema dell’intervista: in cosa questa vicenda è diversa – se secondo lei lo è – dal caso Lupi?

«Nel momento in cui Incalza viene descritto dagli investigatori come il vero protagonista della cosiddetta intermediazione, Lupi diventa una variabile dipendente. Con De Gennaro evidentemente dovranno usare prudenza perché siamo sicuri che la continuità del potere abbia perso efficacia? Teniamo conto che i “sacerdoti” della continuità del potere, specie quello che non sta sulla ribalta mediatica, sono diversi dal buon Lupi e immagino che la prudenza di Renzi si spieghi anche così».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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