Strage Milano: imprenditori falliti dai suicidi alla strage. Sarà nuovo caso Stacchio?

09 aprile 2015, Fabio Torriero
EDITORIALE DEL DIRETTORE


Dai suicidi all’omicidio. Alla strage. Una cosa è certa.
 Le notizie sempre più drammatiche che vengono dal Tribunale di Milano (4 morti), in queste ore, pongono almeno due interrogativi. 

Strage Milano: imprenditori falliti dai suicidi alla strage. Sarà nuovo caso Stacchio?
E dobbiamo dirlo a voce chiara e ferma, prima della sequela di retorica che ci sommergerà. Prima della campagna elettorale che estremizzerà temi e toni. Prima delle polemiche politiche che l’atto di Claudio Giardiello scatenerà. 
Gerardo Colombo già ha collegato la strage al clima anti-magistratura, che guarda caso, il varo della responsabilità civile dei magistrati avrebbe determinato. Riproponendo lo schema di Tangentopoli “politica vs magistratura”. Ma cerchiamo di andare nel concreto. 

1) Siamo attrezzati a imprevisti come questo? Perché è possibile che un uomo possa entrare armato in una struttura istituzionale sulla carta, al riparo da rischi, con controlli certificati e garantiti, e sparare all’impazzata? Addirittura fuggendo quasi indisturbato in moto? Perché i Carabinieri, certamente più professionali dei Vigilantes, non c’erano? Chi li ha tolti? 

Chi si assumerà ora questa responsabilità? E’ del tutto evidente che una riflessione sulla sicurezza e sulla legalità a 360 gradi vada fatta. Le Forze dell’Ordine non possono boccheggiare, senza mezzi e senza appoggi. E basta con leggi che stanno apertamente dalla parte di chi delinque. Lo Stato di diritto contempla o almeno dovrebbe contemplare, la certezza del diritto, della pena e della detenzione. Buonismo, garantismo, pietismo favoriscono non solo l’illegalità, ma anche il terrorismo. Se al posto di Giardiello ci fosse stato un uomo dell’Isis? 

2) Al di là della perizia psichiatrica che adesso sarà fatta sulle condizioni di salute dell’assassino, al di là del suo dna che sarà scandagliato e dei suoi precedenti, qualcuno si chiederà cosa spinge una persona, un imprenditore a sparare ad avvocati, giudici e civili? 

E’ comunque (una lettura che bisognerà fare) un atto simbolico contro istituzioni che (nella percezione collettiva) non proteggono, aiutano, i cittadini. 

Qualcuno lo dirà, la rete lo sta commentando. E’ l’atto di accusa di una società esasperata che rivolge la pistola alla Giustizia, alle leggi, a un atteggiamento troppo spesso iniquo e vessatorio nei confronti di chi lavora, di chi fa impresa (mi riferisco alle tasse) alla burocrazia, a regole che stanno dalla parte di Caino e non di Abele: deboli con i forti, forti con i deboli). Non dimentichiamo che soltanto nel 2014 ben 201 sono state le persone che si sono tolte la vita per motivi legati alla crisi economica. 

L’atto assassino di Giardiello segna, sancisce il passaggio dal suicidio all’omicidio. Le vittime hanno smesso di ammazzarsi, ma cominciano a colpire? Esattamente come Stacchio? 
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