Strage Milano, Dambruoso (Sc): "Politica pensi a sicurezza giudici, non a loro ferie"

09 aprile 2015, Adriano Scianca
Strage Milano, Dambruoso (Sc): 'Politica pensi a sicurezza giudici, non a loro ferie'
Il Palazzo di Giustizia di Milano, Stefano Dambruoso, lo conosce bene: prima di diventare deputato con scelta civica e anche Questore della Camera è stato infatti un noto magistrato. Di fronte alla sparatoria di oggi, intervistato da IntelligoNews, spiega: “La sicurezza assoluta non esiste. E i regolamenti spesso non vengono seguiti alla lettera. Il governo investa sulla sicurezza anziché pensare alle ferie dei magistrati”. 

Dambruoso, la sparatoria di Milano è un fatto imprevedibile oppure secondo lei ci sono controlli che non sono stati fatti? 
«La sicurezza assoluta non esiste. Per prevenire fatti del genere bisognerebbe mettere regole davvero strette. L’alternativa sarebbe quella di eseguire alla lettera il blocco di accesso al palazzo seguendo il manuale dei controlli. Questo però creerebbe grandi disagi per gli operatori della giustizia che quotidianamente si devono recare in quel palazzo. E poi necessiterebbero investimenti ingenti da parte dello Stato. Forse la politica anziché pensare alle ferie dei magistrati potrebbe pensare alla loro sicurezza». 

Quindi esiste un regolamento che a volte viene applicato con una certa tolleranza? 
«Nel quotidiano accade questo e devo dire che l’ho riscontrato in tutti i palazzi di giustizia che ho frequentato. C’è una certa consuetudine a non poter eseguire alla lettera tutti i regolamenti». 

All’inizio si è detto che l’assassino sia potuto entrare in tribunale senza essere controllato poiché in compagnia del suo avvocato. Le pare plausibile? 
«In teoria non può accadere, ma a volte accade che un imputato magari dimentichi un documento e allora l’avvocato garantisce per lui, cose così». 

Gherardo Colombo, intervistato da Repubblica, ha detto che c’è un “brutto clima” e che “le toghe sono svalutate". Le sembra un ragionamento forzato o c’è del vero? 
«Colombo dice una cosa condivisa dalla maggior parte dei magistrati, che in questo clima si sentono delegittimati. In questa legislatura, come ho già detto, i pochi passaggi politici in cui si è parlato di magistrati è stato per parlare delle loro ferie o cose del genere. Tutto questo non aiuta. Così come non aiutano le incursioni al Palazzo di Giustizia di parlamentari che hanno protestato contro i giudici in occasione di una sentenza che andava a colpire un noto politico. Anche questo delegittima la magistratura, chi appartiene alle istituzioni dovrebbe dimostrare un comportamento differente». 

Conosceva le vittime? 
«Conoscevo Ciampi, un magistrato di lunga esperienza. Non lo frequentavo ma sicuramente lo conoscevo come collega e faccio le mie condoglianze alle sua famiglia».
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