Amoris Laetitia: commenti, opinioni e polemiche col Papa

09 aprile 2016 ore 10:15, Andrea De Angelis
Papa Francesco chiude il percorso dei Sinodi sulla famiglia con una esortazione che lascia il segno. Nell’Amoris Laetitia viene riproposto il fondamento della dottrina della Chiesa sulla pastorale della Famiglia. Dunque quelle aperture interpretate come tali ad esempio sulle unioni civili da buona parte della comunità Lgbt non ci sono state e non ci saranno, nemmeno nel pontificato di un papa argentino e gesuita. Vale per le unioni gay ma anche per la teoria del gender che Francesco definisce “ideologia che nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia”. 

Idem per il cosiddetto utero in affitto: “La vita umana e l’essere genitori sono diventate realtà componibili e scomponibili, soggette prevalentemente ai desideri di singoli o di coppie. Non cadiamo nel peccato di pretendere di sostituirci al Creatore”, scrive il pontefice. Nessun cambio di paradigma neppure per l'indissolubilità del matrimonio “indissolubile” che “rimane un punto d'arrivo indiscutibile, la Chiesa cattolica lo indica come traguardo per gustare pienamente la gioia dell'amore tra uomo e donna”. 


Amoris Laetitia: commenti, opinioni e polemiche col Papa
Passaggi significativi sui quali si è già aperto il botta e risposta tra posizioni contrapposte. Intelligonews ha messo a confronto pro e contro. Per Mario Adinolfi, direttore del quotidiano La Croce e candidato sindaco a Roma per il Popolo della Famiglia, l’esortazione del pontefice “è lo stop definitivo del gender” e “Francesco rimette dritte tante cose capovolte”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’analisi di Filippo Savarese portavoce di Generazione Famiglia secondo cui il “papa si è mostrato nuovamente baluardo contro certi poteri”. Diametralmente opposta l’opinione di Aurelio Mancuso, leader di Equality che boccia in toto l’Amoris Laetitia e definisce Francesco “un papa conservatore che non cambia nulla e dimostra di avere paura”. Dalle file del Pd, il parlamentare Alessandro Zan avverte: “Dietro al concetto di peccato e misericordia si continua a discriminare le persone per il loro orientamento sessuale”. Diverso il punto di vista del filosofo Diego Fusaro per il quale “Francesco è rivoluzionario anche quando non segue il pensiero unico”. Il dibattito è aperto, le polemiche fanno il resto. 
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