Asse M5S-Fi-Sel, Gozi (Pd): “Se Grillo e Silvio saranno coerenti, subito la riforma elettorale. Nuova squadra con Cuperlo e Civati? Sceglierà Renzi”

09 dicembre 2013 ore 15:53, Lucia Bigozzi
Asse M5S-Fi-Sel, Gozi (Pd): “Se Grillo e Silvio saranno coerenti, subito la riforma elettorale. Nuova squadra con Cuperlo e Civati? Sceglierà Renzi”
" Con Renzi comincia il vero Pd". Il futuro, Sandro Gozi, parlamentare dem da ieri ex renziano e prodiano della prima ora, lo identifica più nel nuovo segretario che nel premier Letta. E non è un dettaglio irrilevante: a Intelligonews ne svela le ragioni rivendicando il primato dell’agenda di Renzi su quella di Palazzo Chigi. E sulla legge elettorale…
Onorevole Gozi, e adesso? «E adesso facciamo il vero Pd». Come? «Facciamo quello che era stato promesso e mai mantenuto: un grande partito del centrosinistra che sa parlare all’intero paese, capace di avere il vero consenso della maggioranza degli italiani. Un partito che non ha la nostalgia di un passato recente, fatto di sconfitte e tradimenti tranne alcuni momenti importanti come l’Ulivo del ’96. Un partito che ha voglia di scrivere la nuova Italia che abbiamo davanti nei prossimi anni. Un partito che ha fame di futuro». Futuro con Renzi o con Letta? «Con Renzi ma non perché lo dico io. Lo hanno detto ieri quasi tre milioni di persone che hanno assegnato a Renzi una maggioranza schiacciante e che proprio attraverso la figura e il programma del nuovo segretario hanno voluto ridare fiducia al Pd e che adesso si aspettano che Renzi immediatamente cominci a fare la differenza. Credo che il futuro del Pd sia con Renzi». Fare la differenza anche rispetto al governo di strette intese? «Per il governo Letta il Pd rappresenta un’opportunità: avere un partito forte, determinato e rigenerato grazie alla fortissima partecipazione popolare, con una rinnovata credibilità e una grande legittimazione del suo segretario è un elemento che Letta – ne sono sicuro – coglierà per ottenere quei risultati non più rinviabili che il paese chiede. Tutto ciò dovrà accadere nelle prossime settimane e credo che questo Pd sia molto più in grado di ottenere risultati concreti rispetto al recente passato». E’ l’agenda Renzi che Letta deve assumere? «E’ evidente che adesso il Pd – Renzi lo ha già detto in campagna elettorale per le primarie, come del resto Cuperlo e Civati - nel momento in cui le difficili intese sono finite e c’è una maggioranza più piccola ma forse meno frammentata e meno contraddittoria rispetto a quando c’era Berlusconi, rappresenta la stragrande maggioranza di questa maggioranza e dunque deve portare avanti la sua agenda, quella indicata dal nuovo segretario. Tanto per fare un esempio pratico: subito la legge elettorale». Quale legge elettorale? «Maggioritaria. Il messaggio chiarissimo di Renzi e premiato dagli elettori, è la difesa del maggioritario in una democrazia bipolare. Un sistema che assicuri l’alternanza, la scelta del capo dell’esecutivo, la scelta degli eletti: lo schema è quello dei collegi uninominali. No al sistema proporzionale puro con preferenze con un ruolo quasi legislativo che la Corte ha suggerito. Certamente dobbiamo tenere conto e rispettare il pronunciamento della Corte nella misura in cui ha definitivamente sepolto la ‘porcata’ di Berlusconi e Calderoli. E’ evidente che noi dobbiamo ancora di più ascoltare il messaggio che gli italiani ci hanno inviato per due volte: la prima col referendum del ’93 quando la gente, in maniera schiacciante disse basta al proporzionale con preferenze e chiese con forza di entrare nella nuova Repubblica. La seconda ieri: tre milioni di persone che hanno accolto l’impianto proposto da Renzi e a che le indicazioni degli altri candidati: Civati è favorevole alla legge Mattarella, Cuperlo al doppio turno alla francese. Collegi uninominali vuol dire tutto questo». Berlusconi e Grillo: la strana alleanza su legge elettorale e tiro al governo. Interessi che potrebbero convergere anche con i cosiddetti renziani anche se da ieri non esistono più? «Da ieri i renziani non esistono più perché è diventato renziano tutto il Pd. Sulla legge elettorale Berlusconi e Grillo hanno fatto e detto tutto e il suo contrario. Berlusconi ha voluto il Porcellum e adesso dice che era una ‘porcata’; Grillo ha detto che voleva il Porcellum e ora straparla sulla legittimità o meno degli eletti in parlamento. Noi abbiamo sempre detto che il Porcellum andava abrogato per tornare a un maggioritario vero. Se anche Grillo e Berlusconi vogliono fare quello che dicono, vorrà dire che sarà molto più facile e veloce adottare una nuova legge. Al Pd di Renzi sta a cuore gli interessi degli italiani, non i calcoli elettorali o giudiziari. Berlusconi è accecato dalla sete di vendetta non si capisce nei confronti di chi perché dovrebbe solo prendersela con se stesso per non aver fatto o aver fatto male quello che ha promesso in vent’anni. Grillo fa ragionamenti intrisi di odio che si sono sentiti solo ai tempi degli squadristi. In realtà, entrambi guardano ai loro calcoli personali, giudiziari e politicanti: comunque vedremo nelle prossime settimane se alle loro parole corrisponderanno i fatti». Quindi lei dice: potrebbe andare pure bene una convergenza con Grillo e Berlusconi sulla legge elettorale ma sulla proposta che avanzerà Renzi. E’ corretto? «Non può che essere così. Spetta a noi indicare la proposta, il modello e fissare alcune linee rosse che sono il maggioritario e i collegi uninominali: attorno a questi paletti costruiremo la legge elettorale. Ma da qui il Pd non si muoverà di un millimetro». Come valuta l’apertura di Alfano (Ncd) a Renzi sulla legge elettorale dei sindaci? «La valuterò sulla base degli atti concreti in parlamento. Ne prendo atto ma a me interessa cosa si fa in parlamento non cosa si dice davanti alle telecamere e finora, rispetto a quanto fatto in parlamento, non mi pare che Alfano abbia brillato». È un governo a tempo, magari col timer più corto? «Che questo sia un governo a tempo è stato chiaro fin dall’inizio e lo ha detto lo stesso Letta: al più tardi si torna al voto nella primavera del 2015, posto che da qui fino al 2015 si facciano le cose e si risolvano le priorità degli italiani». Altrimenti? «Prenderemo atto che il governo non riesce a fare ciò che serve al paese. Ma vorrei che si utilizzasse ogni minuto disponibile per realizzare cose concrete. Personalmente, non ho fretta di cambiare il governo ma di fare qualcosa per gli italiani e di farlo velocemente». Renzi esce dalle urne delle primarie con un solida investitura, ma non ha il controllo dei gruppi parlamentari e anche nel Pd ci sono i fans del governissimo sine die. Sarà un problema per il segretario o per i parlamentari? «Escludo che tra i gruppi parlamentari ci possano essere tensioni. Siamo oltre duecento parlamentari ad aver aderito al programma di Renzi durante la campagna elettorale. Non credo che ci sia neppure la forza di fare un lavoro di interdizione a spese del paese e sulla pelle degli italiani, a maggior ragione di fronte a un segretario così forte e legittimato dal voto delle primarie. Inoltre anche i gruppi parlamentari hanno bisogno di ritrovare credibilità dopo la vicenda allucinante dei 101. Penso che nessuno abbia voglia di far rivivere ai nostri elettori quella pagina drammatica. E’ l’ultima chiamata per il Pd con Renzi, per questo occorre fare un gioco di squadra, tutti leali nel sostenere il segretario e attivi sulla sua linea che è la nostra». Epifani, il segretario-traghettatore da ieri sera decaduto, dopo il responso delle urne non ha commentato la vittoria di Renzi. Secondo lei perché? «Non credo sia determinante. Il commento migliore è leggere i numeri con cui Renzi ha vinto e le percentuali dei partecipanti». Con Renzi alla guida del Nazareno è finito l’ex Pci? Nelle regioni ‘rosse’ ha ottenuto i risultati maggiori e forse inattesi. «Direi proprio di sì. Oggi è evidente che anche gli elettori tradizionali di una sinistra novecentesca sono entrati in una nuova fase e hanno dato fiducia a chi non vuole aprire un nuovo corso non con la nostalgia del passato ma costruire una nuova sinistra per costruire una nuova Italia. Penso che con ieri si sia conclusa anche la lunga vicenda della sinistra storicamente comunista che è uscita dalle primarie totalmente minoritaria. Questo dimostra che anche il ritornello ‘essere di sinistra’ non regge più. Noi incarniamo una sinistra che può vincere e che vuole la stragrande maggioranza del centrosinistra. La sinistra di cui gli altri parlavano e non ho capito quale sia, è la sinistra dei gruppi dirigenti storici che con ieri sono arrivati al capolinea». Come sarà la squadra di Renzi? «Nuova, con persone giovani e competenti». Con o senza Cuperlo e Civati? «E’ una scelta che spetta a Renzi. Ci sono tanti altri modi per Cuperlo e Civati di dare il loro importantissimo contributo al Pd. La segreteria di Renzi deve incarnare pienamente il suo messaggio di cambiamento: è bene che ci siano giovani under 40 per dire anche agli italiani che si può essere giovani, capaci e dirigenti responsabili». Il voto di Prodi ha sostenuto il cambiamento? «Prodi non ha detto per chi vota e dunque va rispettata la sua scelta. Io posso dire che il 99 per cento delle persone a lui vicine e che si riconoscono nell’Ulivo hanno sostenuto Renzi. La sua decisione di partecipare alle primarie ha voluto dire moltissimo: ha rafforzato la credibilità dello strumento delle primarie, ha portato ai gazebo tanta gente che altrimenti non sarebbe andata e rappresenta un atto di fiducia verso le nuove generazioni. Prodi è stato il fondatore dell’Ulivo, il padre nobile del Pd e col suo voto ci ha detto che è possibile costruire il vero Pd. E’ un messaggio che ha aiutato la partecipazione e che da oggi ci aiuta con credibilità e autorevolezza nel percorso delle cose da fare per cambiare veramente».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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