Adinolfi: «L'asse vero è Renzi - Franceschini. Larghe intese con Letta e Civati, mentre Cuperlo...»

09 dicembre 2013 ore 19:55, Andrea De Angelis
Adinolfi: «L'asse vero è Renzi - Franceschini. Larghe intese con Letta e Civati, mentre Cuperlo...»
«Il vero asse è Matteo Renzi - Dario Franceschini». Così il giornalista ed ex deputato democratico Mario Adinolfi commenta su IntelligoNews le dodici nomine di Renzi alla segreteria. E agli altri politici? Adinolfi la vede così: «Con Taddei c'è un riconoscimento per Civati, mentre Madia crea una distensione con Letta. Nulla a Cuperlo, il vero sconfitto». Sconfitta che coincide con la debacle di D'Alema: «L'idea di essere surclassato da Ivan Scalfarotto, per uno che ha sempre dominato in Puglia, è difficile da sopportare. Gli brucia parecchio...». Quale lo scenario geopolitico dietro i 12 nomi di Renzi? «Sicuramente c'è un asse costruito con Franceschini, questa è una cosa che è evidente a chi conosce un po' i nomi».
Adinolfi: «L'asse vero è Renzi - Franceschini. Larghe intese con Letta e Civati, mentre Cuperlo...»
Adinolfi: «L'asse vero è Renzi - Franceschini. Larghe intese con Letta e Civati, mentre Cuperlo...»
A chi si riferisce in particolare?
«Basti pensare a Pina Picierno e Federica Mogherini, ma anche a Debora Serracchiani. C'è un ruolo riconosciuto anche a Pippo Civati perché il responsabile economico, Taddei, è molto vicino alle sue posizioni. Non c'è niente, invece, per Cuperlo...». Si può parlare di un riavvicinamento tra i vecchi amici Civati e Renzi? «Parlerei solo di un riconoscimento per il ruolo svolto, mentre Cuperlo ha segnato una distanza politica molto ampia ed è stato pesantemente sconfitto».
Adinolfi: «L'asse vero è Renzi - Franceschini. Larghe intese con Letta e Civati, mentre Cuperlo...»
Tra i dodici quale la personalità che potrebbe spiccare?
«Credo la Serracchiani, è destinata a non essere semplicemente un membro di segreteria...». Può essere l'alter ego femminile di Renzi? «Il giorno dopo l'elezione non c'è spazio per questo, anche perché con Renzi il Pd sperimenterà una cosa nuova che è l'uomo solo al comando... Detto questo ovviamente Renzi dovrà cercare degli equilibri, in particolare nel gruppo parlamentare che non è in mano sua, e la scelta è stata quella di fare leva su Franceschini. L'asse vero è quello con Dario Franceschini». Da queste nomine si può capire quale sarà il rapporto con Letta? «Nella scelta di Marianna Madia leggo una distensione nei confronti del premier. Madia è stata considerata all'inizio un punto di incrocio tra Letta e Veltroni...». Cosa passerà nella mente di D'Alema in queste ore? «Ha perso, anche male. L'idea di essere non solo battuto, ma anche surclassato da Ivan Scalfarotto credo gli sia bruciata parecchio. Una sconfitta così sonora dall'ex deputato di Gallipoli, per uno che ha sempre dominato in Puglia, è difficile da sopportare. La candidatura di Cuperlo è stata un disastro assoluto, è tremendo andare sotto il 18%. Secondo me il primo pensiero di D'Alema adesso è come convincere Renzi a candidarlo capolista alle europee...».    
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