Internet sotto accusa: a rischio i diritti fondamentali dell’uomo

09 dicembre 2014 ore 15:12, Giuseppe Tetto
Internet sotto accusa: a rischio i diritti fondamentali dell’uomo
La rete metterebbe in pericolo i diritti fondamentali dell’uomo. Non è un momento tranquillo per la vita di internet in piena rivoluzione relazionale con l’utente, oggi deve farei conti con la pesante accusa di Nils Muiznieks, commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, che in un rapporto di ben 120 pagine intitolato “Lo stato di diritto su internet e nel mondo digitale” lancia l’allarme: «Internet e il mondo digitale potrebbero indebolire o anche distruggere i nostri diritti fondamentali».
Muiznieks chiede più tutele per il cittadino che naviga sul web, proprio perché dannosamente nocivo alla privacy dell’individuo e punta il dito verso gli Stati Uniti d’America: «Se gli Stati Uniti non cambieranno il loro modo di agire su internet e nel sistema globale di comunicazione, la grande rete, come la conosciamo oggi, rischia di scomparire. Secondo il rapporto, dopo le rivelazioni di Edward Snowden e lo scandalo della Nsa, ci sono timori che gli altri Stati possano rispondere alla sorveglianza di massa statunitense frammentando la rete”». Proprio un capitolo dello studio s'intitola "Dati pericolosi". «Più le persone usano internet e il mondo digitale per comunicare, informarsi, divertirsi o altro - sottolinea Muiznieks - più diventa difficile garantire il loro anonimato e la loro privacy. Più dati lasciamo nel mondo digitale più diventa facile individuarci». Il rischio è quindi di vedere un sistema di comunicazioni internet non più globale ma nazionale, volto con i suoi standard e protocolli di sicurezza a tutelare il cittadino mettendo però a repentaglio internet così come lo conosciamo. Secondo Muiznieks la nascita di un internet a tronconi sarà difficile da arrestare" se l'America non si conforma agli standard internazionali dei diritti umani per quanto attiene alle sue attività su internet e rispetto al sistema di comunicazione globale. Infine, lo studio esorta Washington a dotarsi di regole chiare sul fronte dell'intelligence: «L'assenza di un chiaro quadro legale che governi le azioni dei servizi segreti e delle agenzie per la sicurezza nazionale - conclude il rapporto - è un' ulteriore minaccia per il rispetto dello stato di diritto sulla rete».  
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