Perse il pene in Afghanistan. Quel soldato è il primo trapianto made in Usa

09 dicembre 2015 ore 8:11, Micaela Del Monte
Perse il pene in Afghanistan. Quel soldato è il primo trapianto made in Usa
Il dipartimento della difesa americana ha recentemente stimato che, nel corso delle ultime guerre combattute con operazioni via terra, 1367 soldati hanno riportato ferite ai genitali, molte delle quali in grado di compromettere definitivamente funzionalità e estetica dell'apparato riproduttivo maschile. 

Per questo motivo, con l'intento di restituire la mascolinità perduta ad un giovane reduce dell'Afghanistan, i medici facenti capo alla John Hopkins University School of Medicine hanno recentemente annunciato di voler procedere con un trapianto integrale di pene, battendo così una strada percorsa due sole volte dalla medicina, una delle quali culminata, tra l'altro, con un solenne fallimento dovuto a crisi di rigetto dell'arto. Prendendosi tutti i rischi del caso, i medici capitanti dal dottor Andrew Lee hanno dunque annunciato dalle colonne del New York Times di voler tentare un intervento destinato a durare circa 12 ore, per restituire al giovane soldato parte di quanto perduto in guerra, facendo leva sul fatto che l'uretra del 20enne si trovi ad essere ancora intatta e che risulti possibile impiantare un nuovo tessuto e procedere con la vascolarizzazione necessaria a ripristinare le funzioni venute meno. 

L'intervento di certo non è privo di rischi. Questi comprendono sanguinamento, infezione e la possibilità che i farmaci necessari per prevenire il rigetto aumentino le probabilità di cancro. "Alcuni sperano di poter procreare e credo che questo sia un obiettivo raggiungibile". Gli uomini che hanno perso completamente testicoli possono ricevere il trapianto di pene, ma non saranno in grado di avere figli, sottolineano i medici. Mentre quest'anno in Sudafrica, il trapianto su un ragazzo di 21 anni è andato a buon fine, tanto che l'uomo è anche diventato papà. "Penso che siamo tutto d'accordo sulle gravi condizioni dei nostri soldati dopo una missione di guerra, per un giovane di appena 20 anni tornare a casa con la zona pelvica completamente distrutta, è una cosa devastante. I nostri giovani pazienti di sesso maschile preferiscono perdere entrambe le gambe e un braccio di avere una lesione urogenitale, non mi importa chi sei - militari, civili, qualsiasi cosa - si dispone di un infortunio del genere, è più di una semplice lesione fisica" ha spiegato Scott E. Skiles, supervisor del Veterans Affairs Palo Alto Health Care System. 

I genitali che saranno impiantati nel corpo dell'ex soldato saranno prelevati da un donatore morto. Se il trapianto fallisce, spiegano i chirurghi, sarà rimosso, lasciando il destinatario in una situazione non peggiore rispetto a prima dell'intervento. 
Quello made in Usa sarà quindi il terzo tentativo di trapianto di pene, dopo quello sperimentato nel 2006 in Cina e quest'anno in Sudafrica.
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