Giubileo. Effetto-Bergoglio, Torriero: flop il primo giorno. Per non parlare del luna park serale

09 dicembre 2015 ore 10:06, Fabio Torriero
Giubileo. Effetto-Bergoglio, Torriero: flop il primo giorno. Per non parlare del luna park serale
“Erano tanti”, “erano pochi”; addirittura qualcuno ha commentato “pochi, ma giusti”; e poi, la paura del terrorismo, il freddo, la sobrietà del papa. E ancora: erano 100mila, 70mila, no, 50mila…

Quando tutti, giornali, opinionisti, conduttori tv, si affannano a commentare positivamente l’apertura del Giubileo, trascurando il dato concreto, c’è qualcosa che non va. La realtà è che il primo giorno è stato un flop (vedremo in seguito, come andranno prossimi appuntamenti). E il dovere di chi rifugge dal pensiero unico è cercare di capire il perché. Intuirne le ragioni.
Ma come? Il Papa della Misericordia, della rivoluzione, della svolta epocale, il Papa che porta le periferie al centro della cristianità, che inaugura il Giubileo in Africa, non attira più le masse come all’inizio? Già finito l’effetto Bergoglio? Piace solo ai non convertiti che non si convertono? E’ la crisi della Chiesa? Il risultato dei recenti scandali?
Una cosa è certa, se ci fosse stata una chiamata, una mobilitazione in nome e per conto dei valori non negoziabili; oppure se la piazza San Giovanni dello scorso 20 giugno, la piazza anti-gender, avesse registrato le presenze di piazza San Pietro, gli stessi giornalisti, gli stessi opinionisti, politici, intellettuali e conduttori tv, avrebbero esultato, bocciando l’evento, usando a tutto tondo, la parola fiasco, fallimento.

E’ la prova che un papa percepito come “ideologico” piace al pensiero unico.
Quando, infatti, il tema è la misericordia, l’argomento è spendibile a 360 gradi: coincide col buonismo e col progressismo. E’ funzionale all’ideologia dominante. E qualcuno in casa cattolica comincia a uscire allo scoperto: quando un Papa passa gran parte del suo tempo a bastonare i cattolici e ad accarezzare gli atei, il risultato è quello di ieri.
Per non soffermarci, poi, sul luna park serale: lo spettacolo della sera in piazza che non a caso, ha raccolto più gente: leoni, pappagalli, fiori riflessi sulla cupola. Il cattolicesimo si è ridotto a questo?
Ha commosso, invece, la vera immagine della misericordia: l’abbraccio tra i due papi. Ecco, Ratzinger è il simbolo vero e vivente della misericordia. E forse, per una volta tanto, il messaggio tra i due pontificati, quello di Benedetto e quello di Bergoglio, coincidono: nel futuro ci sarà una Chiesa più piccola. Almeno numericamente.
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