Influenza sotto l'albero: già 300mila a letto, ma picco con "baci e abbracci natalizi"

09 dicembre 2015 ore 10:20, intelligo
Influenza sotto l'albero: già 300mila a letto, ma picco con 'baci e abbracci natalizi'
Sotto l’albero, l’influenza. E’ il “regalo” che quest’anno hanno già scartato in anticipo più di trecentomila persone. I dati del monitoraggio voluto e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, parlano di 314.600, i casi di influenza già conclamati. Il che significa, migliaia di italiani a letto con gli effetti della malattia tipicamente invernale. Quest’anno, però, pare ci sia un anticipo sulla tabella di marcia che dava il picco maggiore a gennaio. Tant’è. Sulla base dei report dei medici di famiglia, dei pediatri e dei responsabili delle Asl e delle Regioni, la mappa degli italiani alle prese con l’influenza registra che nella settimana dal 23 al 29 novembre sono stati 62.200, circa 6.500 in più rispetto alla settimana precedente e quasi 12mila se la cifra si confronta con le due settimane precedenti. E non è finita: secondo gli esperti l’apice dell’influenza ci sarà tra qualche settimana: “Quando il freddo si intensificherà e sarà prolungato, ci sarà lo scoppio della vera e propria influenza, per il momento osserviamo che 'lavorano' bene le sindromi para-influenzali che sono favorite dagli sbalzi termici. Dall’inizio della risalita poi il picco non sarà immediato, ci vorranno due o tre settimane”, spiega dal suo osservatorio scientifico Fabrizio Pregliasco, virologo. Quindi, per il momento e nonostante l’incremento del trend rispetto alle settimane precedente, siamo ancora sotto la soglia epidemica in tutte le regioni. 
A fare le spese dell’influenza sono in particolare i bambini perché l’azione dei virus è particolarmente intensa negli organismi più deboli. La stima parla di 1,02 casi per mille assistiti, ripartita – appunto - tra bambini e ragazzi. Nella fascia di età 0-4 anni l'incidenza è pari a 2,97 casi per mille assistiti e in quella 5-14 anni a 1,19, mentre nella fascia 15-64 anni è pari a 1,10 e tra coloro che hanno 65 anni o più è a 0,35 casi per mille assistiti. 

IL VACCINO. La campagna vaccinale è ancora aperta e chi non l’ha ancora fatto – specialmente tra le fasce considerate più a rischio – è ancora in tempo per ricevere il vaccino. Con un dettaglio da non sottovalutare: secondo gli esperti, il periodo delle festività natalizie è quello in cui il virus dell’influenza tende a propagarsi con maggiore facilità anche in considerazione del fatto che in questo periodo dell’anno la gente si muove di più, viaggia di più e tra baci e abbracci augurali, la trasmissione è più facile. Dunque, diventa quanto mai necessario sottoporsi a vaccinazione perché, come raccomanda il virologo Pregliasco, “vaccinandosi adesso si è protetti proprio nel periodo in cui il numero di casi si intensificherà”. Importante in particolare per le fasce di età più esposte come i bambini ma anche gli anziani e, soprattutto, gli over 65 e i paziente affetti da malattie croniche. 

LuBi 
autore / intelligo
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