Stabilità fa rima con ferie (dei deputati). Per Boldrini "prassi consolidata" o scandalo?

09 dicembre 2015 ore 10:27, Americo Mascarucci
Stabilità fa rima con ferie (dei deputati). Per Boldrini 'prassi consolidata' o scandalo?
Diciamo subito che  tutto è legale e che si tratta di una prassi consolidata, ma certo che, nell’era dell’anti-casta, quando tutti i privilegi dei parlamentari vecchi e nuovi sono passati ai raggi X, anche le ferie natalizie inevitabilmente non possono che “destare scandalo”. 
Ancora di più se si pensa che il Parlamento riunito  in seduta comune, dopo 29 fumate nere non è ancora riuscito ad eleggere i tre giudici della Corte Costituzionale rischiando così di paralizzare l’attività di un organo che non è propriamente così irrilevante da essere lasciato privo di alcuni componenti essenziali. 
Insomma, fatti due conti, fra festa dell’Immacolata, Natale, Capodanno, ecc. le sedute in questo mese saranno ridotte ai minimi, una decina al massimo. Intanto niente sedute fra il 4 e il 14 dicembre, con un ponte dell’Immacolata praticamente da record. 
Per il presidente della Camera Laura Boldrini però la polemica sarebbe la classica tempesta nel bicchiere d’acqua. "Vari giornali scrivono di un maxi-ponte, di ferie-record di dieci giorni che la Camera si sarebbe regalata approfittando della festività dell'Immacolata. La notizia è utile a sollecitare lo sdegno dei lettori, ma non è affatto fondata, a meno di non pensare che l'attività di Montecitorio si misuri solo dalle sedute dell'Assemblea, e non anche dai lavori delle Commissioni". La Boldrini poi aggiunge: "È infatti prassi consolidata, ben prima di questa legislatura che i lavori di aula, e solo quelli, vengano sospesi nella settimana in cui la commissione Bilancio - peraltro convocata anche domenica scorsa - discuta la legge di Stabilità, allo scopo di consentire un esame approfondito di un testo così importante. Come del resto è accaduto per la stessa materia al Senato nella prima metà di novembre. Per di più, nella settimana in corso lavoreranno numerose altre commissioni".

La replica della Boldrini però non ha convinto affatto i parlamentari del Movimento 5stelle per i quali il maxi ponte dell’Immacolata avrebbe un unico obiettivo: sbloccare l’impasse creatosi con l’elezione dei tre giudici costituzionali, dando così tempo ai partiti, in primis il Pd, Forza Italia e il Nuovo centrodestra di tessere la tela delle trattative e sbrogliare l’intrigata matassa. Lo dice esplicitamente il capogruppo del M5S, Davide Crippa: “Gli interessi dei partiti fanno premio su tutto e si scatenano – ha detto – io credo che a favorire queste ferie sia stato il fatto che, poiché non riescono a uscire dallo stallo sui candidati improbabili per la Consulta, aspettano di accordarsi”. 
Ma non ci sono soltanto i pentastellati a gridare allo scandalo. Anche Sinistra e Libertà, il partito con cui è stata eletta in Parlamento proprio Laura Boldrini non è molto distante da Crippa. “Bisognava continuare con il voto a oltranza sulla Consulta e convocare post sedute della commissione Bilancio – è l’opinione di Arturo Scotto  – L’abbiamo chiesto e richiesto e ci siamo trovati contro un muro”. 
Dunque fino al 14 dicembre niente lavori d'aula, poi si tornerà sui banchi fino al 23 dicembre per poi riprendere il “meritato riposo” e godersi il Santo Natale in famiglia. Eh sì, perché nell’Italia laica che rifiuta i presepi nelle scuole e bandisce “Tu scendi dalle stelle”  dai concerti, guai a proibire la tradizione culinaria. Niente messa, niente benedizioni nelle classi, niente bambinelli, ma guai a toccare il “tacchino della tradizione”. A Natale dimentichiamo pure tutti di essere animalisti.  

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