Gaffe-razzista di Donald Trump: stop all'ingresso di musulmani. Ma non è a tutti indigesto

09 dicembre 2015 ore 11:00, Americo Mascarucci
Gaffe-razzista di Donald Trump: stop all'ingresso di musulmani. Ma non è a tutti indigesto
Che in questo particolare momento storico, con la minaccia del terrorismo sempre in agguato, cavalcare l’onda islamofoba sia pressoché la regola di tutti i partiti di destra o di estrema destra dell’Europa e dell’Occidente, c’è sempre chi ama esagerare e andare oltre il consentito. Ma poi, a guardare bene, l'esagerazione rischia di essere un punto di vista come un altro.
E’ il caso ad esempio di Donald Trump, candidato repubblicano alle primarie del partito per la scelta del candidato che dovrà tentare la conquista della Casa Bianca alle elezioni presidenziali previste nel novembre del 2016; Trump ha dichiarato senza troppi giri di parole che gli Stati Uniti devono impedire l’ingresso ai musulmani con la completa e totale chiusura delle frontiere e che è necessario limitare anche internet perché si tratta di un pericoloso strumento di propaganda e di arruolamento del fondamentalismo. 
Le dichiarazioni di Trump arrivano all’indomani dell’attacco a San Bernardino e fanno leva sul legittimo timore degli americani per l’arrivo di altri profughi di religione musulmana. E se è vero che fra i migranti possono anche infiltrarsi potenziali terroristi è però altrettanto vero che non tutti i profughi possono essere trattati da terroristi. Ma Trump vuole puntare sulle paure dei cittadini, spingendosi anche all’assurdo, soprattutto nella pretesa di limitare l’utilizzo di internet proprio come ha fatto e sta facendo Erdogan in Turchia. A suffragare le convinzioni del candidato repubblicano uno studio del Center for Security Policy, secondo cui il 25% dei musulmani che vivono in Usa avrebbero sottolineato che la violenza contro gli americani sarebbe  giustificata come parte della jihad globale.

“Dobbiamo determinare da dove questo odio provenga e perché – attacca Trump -  Fino a quando non saremo in grado di determinare e capire questo problema e la pericolosa minaccia che pone, il nostro Paese non può essere vittima di orrendi attacchi da parte di gente che crede solo nella jihad e non ha il senso della ragione o rispetto per la vita umana. Se vincerò le elezioni da presidente, torneremo a fare di nuovo l'America grande". Per quanto riguarda internet poi aggiunge: “Stiamo perdendo un sacco di persone a causa di internet, dobbiamo fare qualcosa. Dobbiamo vedere Bill Gates, chi capisce realmente cosa sta succedendo, e parlare con loro, e magari in alcune zone bisogna chiudere internet in qualche modo. Al diavolo la libertà di stampa, questa è gente stolta». 
Il riferimento è agli occidentali convertiti all’Islam proprio grazie alla propaganda su internet. Dichiarazioni che hanno indignato ovviamente il presidente Barack Obama ma anche gli altri candidati repubblicani che si sono affrettarti a prendere le distanze dal costruttore americano per spiegare come, pur rendendosi necessarie nuove e diverse politiche per l’accoglienza e l’integrazione senza escludere restrizioni e divieti, non si possano inseguire le paure della gente promettendo l’impossibile. Ma Trump sembra deciso ad andare avanti convinto che in questo momento gli elettori americani vogliano sentirsi promettere proprio questo. E sebbene Trump abbia esagerato non è che poi le sue ricette siano così indigeste ad un’opinione pubblica che teme di rivivere un nuovo 11 settembre. E allora chissà, a forza di urlare può darsi pure che il giochetto riesca. Ecco perché anche il concetto di esagerazione potrebbe diventare un comunissimo punto di vista. 

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