Tasi e Imu, il 16 arriva la stangata da 5 miliardi. Pagano le imprese del Nord Est

09 dicembre 2015 ore 11:00, Luca Lippi
Tasi e Imu, il 16 arriva la stangata da 5 miliardi. Pagano le imprese del Nord Est
Entro il prossimo 16 dicembre anche gli imprenditori, coloro che dovrebbero essere favoriti per aiutare lo Stato a trovare la via per favorire attraverso le riforme una crescita decente, saranno chiamati a versare la seconda rata di Imu e Tasi che complessivamente costerà 5 miliardi di euro.  Al lordo del risparmio fiscale (cioè senza calcolare le detrazioni che comunque incidiono in minima parte e sono differite), lo sforzo maggiore sarà richiesto agli albergatori che mediamente saranno chiamati a versare 6.000 euro circa. Seguono i proprietari dei grandi magazzini commerciali (categoria catastale D8), con poco più di 4.000 euro, e i “capitani” delle grandi industrie (D7), con 3.240 euro. Se per i capannoni di minori dimensioni (D1), gli artigiani e i piccoli imprenditori pagheranno poco più di 2.020 euro, per gli uffici e per gli studi privati (A10) i liberi professionisti verseranno un’imposta media di 1.010 euro. Infine, il saldo su negozi (C1) e laboratori (C3) costerà ai commercianti e ai piccoli artigiani rispettivamente 492 e 378 euro. Non siamo noi a dirlo, ma le cifre sono certificate dalla Cgia di Mestre sempre particolarmente attenta al settore industriale e soprattutto alle piccole e medie imprese.
L’Ufficio studi della Cgia fa anche sapere che ha elaborato le analisi utilizzando, per ciascuna tipologia di immobile strumentale, le aliquote medie risultanti dall’analisi delle delibere dei Comuni capoluogo di provincia pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze. Per ogni tipologia di immobile sono state utilizzate le rendite catastali medie ricavate dalla banca dati dell’Agenzia delle Entrate.
Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, ricorda anche che le cattive notizie non si limitano qui:  “Dal 2011, ultimo anno in cui abbiamo pagato l’Ici, al 2015, l’incremento del carico fiscale sugli immobili ad uso produttivo e commerciale è stato spaventoso. Tutto ciò ha dell’incredibile. E’ utile ricordare, soprattutto ai Sindaci, che il capannone, ad esempio, non viene esibito dall’imprenditore come un elemento di ricchezza, bensì è un bene strumentale che serve per produrre valore aggiunto, dove la superficie e la cubatura sono funzionali all’attività produttiva esercitata. Accanirsi fiscalmente su questi immobili come è avvenuto in questi ultimi anni non ha alcun senso, se non quello di fare cassa, danneggiando l’economia reale del Paese e, conseguentemente, l’occupazione”.

Gli aumenti degli ultimi anni per singola tipologia di immobile strumentale sono stati molto pesanti, dal 2011 al 2015 l’incremento del carico fiscale al lordo del risparmio fiscale sugli uffici ha toccato il 145,3%. Per i negozi l’aumento è stato del 140,5%, per i laboratori artigianali del 109,6%, mentre per gli alberghi, per i grandi magazzini commerciali e per i capannoni industriali il prelievo è quasi raddoppiato. Il 2015 è stato devastante soprattutto per i proprietari di capannoni, nello specifico dichiara Zabeo: “Dall’analisi delle delibere prese quest’anno dai Comuni capoluogo di provincia abbiamo rilevato che il 68% ha applicato sui capannoni  un’aliquota Tasi + Imu pari o superiore al valore massimo. Ricordo che gli enti locali possono superare l’aliquota massima del 10,6 per mille di altri 0,8 punti, nel rispetto di precisi vincoli e con l’avvertenza che il maggior gettito vada ad abbassare il carico fiscale alle famiglie bisognose”. E non finisce qui, perché dopo la scadenza del 16 dicembre per gli imprenditori incombe il pagamento delle ritenute Irpef e i contributi previdenziali dei dipendenti e dei collaboratori. Inoltre, coloro che hanno optato per il pagamento su base mensile dell’Iva dovranno versare all'erario quella riferita al mese di novembre. La conclusione laconica di Zabeo è piuttosto emblematica della situazione reale: “Se si considera che entro Natale bisognerà pagare anche le tredicesime per moltissime imprese non sarà facile recuperare la liquidità necessaria per onorare tutte queste scadenze”. Eppure di tutta questa situazione che inevitabilmente ricade sulla crescita e subito dopo sui consumatori non ne parla nessuno!

autore / Luca Lippi
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