La "corrente" dei sindaci grillini, tu scendi dalle 5 Stelle: Pizzarotti docet

09 dicembre 2015 ore 11:43, Americo Mascarucci
La 'corrente' dei sindaci grillini, tu scendi dalle 5 Stelle: Pizzarotti docet
Nasce dunque la corrente dei sindaci all’interno del Movimento 5 Stelle? Il rischio sembra tutt’altro che campato in aria, almeno a giudicare dalle prese di posizioni sempre più critiche che proprio i primi cittadini eletti con il simbolo del Movimento starebbero assumendo nei confronti della dirigenza nazionale. 

La “pecora nera” è lui , il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, il primo sindaco 5stelle ad aver conquistato il governo di una città affossata dalle inchieste giudiziarie e dagli scandali. I cittadini, dopo i turbolenti anni del centrodestra targato Vignali, avevano visto proprio nel giovane grillino una speranza di cambiamento. Solo che Pizzarotti è entrato subito in rotta di collisione con Grillo e con il Movimento soprattutto perché ha cercato subito di ritagliarsi una spiccata “autonomia amministrativa” evitando ogni possibile invadenza della dirigenza nazionale sulle scelte prettamente locali. 
Grillo e company avrebbero voluto fare di Parma l’emblema del buon governo a 5stelle accaparrandosi dunque in prima persona il successo dell’azione amministrativa, ma Pizzarotti ha fatto capire a chiare lettere che ad amministrare Parma era solo e soltanto lui, nel bene e nel male, e che quindi l’ex comico e soci avrebbero fatto meglio a preoccuparsi delle cose nazionali. E così la rottura è stata inevitabile. 
Oggi Pizzarotti guida la rivolta dei dissidenti 5stelle contro i criteri che hanno portato alla scelta di alcuni candidati sindaco alle prossime amministrative ad iniziare da Bologna dove si starebbero registrando i malumori più forti. 
Pizzarotti dunque è la spina nel fianco dei 5stelle? Magari fosse soltanto lui. 
Perché adesso anche il sindaco di Livorno Filippo Nogarin rischia di entrare nell’area del dissenso. Anche Nogarin ha vinto sul bisogno di cambiamento dei livornesi stanchi di "un’egemonia rossa" durata per un secolo e più. 
Solo che il sindaco si è trovato alle prese con l’emergenza rifiuti che sta soffocando la città ma, cosa ancora più grave, sta mandando in frantumi la maggioranza. Una parte dei consiglieri pentastelle sta infatti contestando il primo cittadino fino a mettere a rischio la sopravvivenza dell’amministrazione e i dirigenti nazionali pare stiano vedendo sfuggire la situazione di mano. 
Poi c’è Domenico Messinese sindaco di Gela anche lui eletto promettendo discontinuità e rinnovamento ma oggi alle prese con emergenze non facilmente risolvibili. Proprio in Sicilia il Movimento 5Stelle alle ultime amministrative ha fatto bottino di voti conquistando oltre a Gela, roccaforte del Governatore Rosario Crocetta, anche Augusta, Ragusa, Bagheria. 
Il fatto è che questi sindaci hanno vinto sulla spinta dell’azione del Movimento a livello nazionale ma poi si sono trovati alle prese con situazioni difficili, incancrenite da anni ed in certi casi addirittura ingestibili. Come appunto il caso di Livorno dove la società di gestione dei rifiuti gravata da un pesante deficit rischia di saltare aggiungendo all’emergenza ambientale anche quella occupazionale. E se è vero che Pizzarotti ama fare di testa sua, gli altri sembrano invece lamentare una scarsa collaborazione da parte della dirigenza nazionale. 
E il malumore sembra crescere di giorno in giorno. Al punto che il rischio concreto per i 5stelle è di ritrovarsi alle prese con una vera e propria fronda dei sindaci. Perché poi dalla propaganda all’azione il passo può apparire tutt’altro che breve, fino a risultare separato da un abisso. 

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