Polemiche sul metodo Micciché: caso Genovese "questione morale" per Silvio

09 dicembre 2015 ore 12:58, Americo Mascarucci
Polemiche sul metodo Micciché: caso Genovese 'questione morale' per Silvio
Che Gianfranco Miccichè, plenipotenziario di Forza Italia in Sicilia fosse imprevedibile lo si sapeva già; che i suoi voti fossero necessari agli azzurri per riconquistare sull'Isola un consenso andato pressoché in fumo anche; ma che adesso proprio Miccichè diventasse il pretesto scatenante di una "questione morale" dentro Forza Italia, forse Berlusconi e company lo avrebbero volentieri evitato.
Ma andiamo per ordine. 
Il commissario forzista in Sicilia ha infatti annunciato il passaggio dal Pd a Forza Italia del deputato Francantonio Genovese, da tempo in rotta di collisione con Renzi. L'operazione nata in seno all'Assemblea regionale siciliana ha visto proprio Miccichè nei panni di regista. Ovviamente l'operazione è stata presentata come propedeutica all'incremento dei voti di Forza Italia in Sicilia grazie al forte consenso di cui l'ex parlamentare Pd oggi berlusconiano, gode sull'Isola.
Tutti contenti quindi? Assolutamente no. 
Se le critiche del Pd, partito che da tempo aveva messo Genovese "alla porta" dopo essere rimasto coinvolto in alcune inchieste giudiziarie erano scontate, un pò meno prevedibili erano invece quelle arrivate dai forzisti. 
Anche perché, come detto, Miccichè l'operazione l'avrebbe portata in porto da solo e senza consultarsi con gli altri dirigenti del partito in Sicilia ad iniziare dagli ex An. 
Ecco quindi che le critiche maggiori arrivano proprio dagli ex An Maurizio Gasparri e Altero Matteoli. 
"Che in Sicilia Gianfranco Miccichè provi ad incrementare il consenso è condivisibile - denunciano i due - ma riteniamo necessario prima coinvolgere la classe dirigente, coloro che hanno tenuto e tengono ancora in piedi un partito disastrato, per fare esempi molto calzanti esponenti come gli onorevoli Basilio Catanoso e Salvo Pogliese ed altre personalità che, a differenza di altri, sono stati sempre leali con Silvio Berlusconi. Chiediamo quindi - proseguono i due - al neo commissario del partito di agire con il massimo della determinazione ma anche ascoltando il parere dei dirigenti che non possono e non devono essere scavalcati nel processo di rinascita di Forza Italia".
Anche perché brucia ancora a molti dirigenti ex Pdl oggi passati in Forza Italia la candidatura di Miccichè alle ultime elezioni regionali, candidatura nata in contrapposizione a quella del candidato ex An Nello Musumeci benedetta da Berlusconi e sostenuta dal Pdl, spaccatura che ha agevolato la vittoria di Crocetta. 
"Forza Italia in Sicilia continua a sbagliare - attacca il deputato Basilio Catanoso - Apprendo del possibile passaggio in Fi dell’ex parlamentare messinese Genovese e dei suoi amici. Sarebbe assurdo! Invece di guardare all’esterno della politica, aggregando le tante energie disponibili e i tanti italiani e siciliani che cercano un riferimento nel centrodestra, si guarda al passato e, comunque, dalla parte sbagliata – prosegue il deputato - Scimmiottare le vergognose campagne acquisti del Pd, aggregando a noi personale di un partito di sinistra ormai allo sfascio, appunto il Pd, senza più riferimenti politici e morali, appare oltre che inopportuno un grande errore e rischia di fare perdere al centrodestra un’appuntamento con il popolo italiano che non vuole più giochi di palazzo ma qualcuno che possa rappresentare le proprie istanze, le proprie aspettative e gli interessi legittimi”.

Berlusconi come tutti sanno è tornato a bussare alla porta di Miccichè dopo la rottura con Angelino Alfano. I rapporti fra il Ministro degli Interni e il campione del "61 a zero" alle politiche del 2001 quando Forza Italia grazie a Miccichè conquistò tutti i collegi della Sicilia, non sono stati mai eccellenti al punto che, quando l'ex Cavaliere decise di puntare proprio su Alfano per rilanciare il partito, Miccichè decise di "togliere il disturbo". Pur fuori dal centrodestra però ha continuato a fare politica e a rastrellare voti come appunto avvenuto alle elezioni regionali mettendo in grandissima difficoltà il centrodestra e obbligando Berlusconi a tornare da lui, affidandogli ancora le sorti del partito. Ma Miccichè come detto è abituato a fare di testa sua. E adesso Berlusconi avrà una nuova grana, nell'ennesima, da risolvere in casa. 

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